Gang Storie dell'altra Italia [w/ Daniele Biacchessi, Massimo Priviero] 2012 - Cantautoriale, Rock

Storie dell'altra Italia [w/ Daniele Biacchessi, Massimo Priviero] precedente precedente

Tra canzone e racconto, "Storie dell'altra Italia" vuole riportare a galla storie nascoste e dimenticate, ma finisce per essere un lavoro rivolto solo a chi già sa

"Storie dell'altra Italia" è il secondo capitolo del progetto che unisce Gang e Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Al gruppo, questa volta si è unito anche il cantautore Massimo Priviero, ma la sostanza non è cambiata. L'idea di base del progetto, infatti, rimane quella di raccontare pagine poco note della storia italiana. Per farlo, si alternano canzoni dei Gang e di Priviero e reading di Biacchessi.

Rispetto alla prima uscita, che aveva il suo più grande difetto in una totale impenetrabilità tra musica e parole, qualcosa si è mosso. Già dalla prima traccia, dedicata alla marcia degli alpini lungo il Don, si percepisce questo cambiamento, che diventa poi più evidente, man mano che si procede in questo doppio cd registrato dal vivo. Un cambio di rotta sensibile, che non può che essere apprezzabile e che rende molto più d'impatto il lavoro, unendo musica e parola recitata. Sempre parlando delle canzoni, da segnalare "Su in collina" di Francesco Guccini, pezzo partigiano che il cantautore porta in tour da qualche anno, ma che non ha ancora registrato.

Continuando il parallelo con il primo capitolo di questo progetto, ciò che è rimasto invariato è invece lo stile con cui Biacchessi racconta queste "Storie dell'altra Italia". Uno stile che è una lettura enfatica e sopra le righe, incapace di trovare una misura che sappia trasferire, in modo efficace, impegno e indignazione in una forma narrativa all'altezza dei temi trattati.

Un problema, questo dei reading, che va a sottolineare il limite maggiore di questo progetto, ovvero il suo essere rivolto a chi già sa. Prendiamo "Storie degli anni '70", che mette in fila una serie di storia di ingiustizia che vanno dal 1970 ai nostri giorni, da Saverio Saltarelli a Stefano Cucchi. Si tratta di nomi e vicende che fanno venire i brividi a chi già le conosce. Come quella di Fausto e Iaio, che emoziona sempre e comunque per la sua crudeltà, ma che non racconta niente a chi non la conosce, provocando come unica, possibile reazione solo una rabbia pavloviana, che si esaurisce alla fine del racconto.

E un progetto di questo tipo, che ha come obiettivo quello di far conoscere storie nascoste, non può permettersi di lasciare indietro chi dovrebbe essere il primo destinatario di questo lavoro. Invece il rischio è altissimo, perché anche dove c'è più approfondimento, non si esce mai dalla logica delle parole d'ordine e della barricate, del continuo ribadire dove sia la ragione e dove il torto. Posizione di totale purezza, forte e sacrosanta, ma che sacrifica un elemento sull'altare della politica: la narrazione, ovvero il mezzo principale con cui tenere vivo ogni tipo di memoria.

"Storie dell'altra Italia" finisce così per essere qualcosa che strizza l'occhio alla propria parte, perpetrando la terribile logica del "noi sì che sappiamo come sono andate le cose" e finendo per annientare l'idea educativa - nel senso più alto del termine - che contiene. E questo non può essere accettato solo perché quella parte a cui si parla è la parte giusta. Ciò che rimane è, di nuovo, un'enorme occasione sprecata.

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La recensione Storie dell'altra Italia [w/ Daniele Biacchessi, Massimo Priviero] di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-03-12 00:00:00

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