il Pan del Diavolo Piombo, polvere e carbone 2012 - Folk, Alternativo, Alt-country

Disco della settimanaPiombo, polvere e carbone precedente precedente

Dopo due anni arriva la seconda prova de Il Pan Del Diavolo, ed è una piena conferma di tutto il buono che c’era in “Sono All’Osso”

Dammi tre parole: piombo, polvere e carbone. Perché in tempi così ubriachi e annaspanti sentiamo tutto il peso della materia, respiriamo aria che non è più sottile e gonfia i polmoni di speranze perdute, e l’emozione e il sogno non occupano più spazi infiniti, ma soltanto strette caselle ritagliate nel quotidiano. Una prospettiva dove conta ciò che puoi trattenere nelle mani, il tocco, la presenza, e tutto quel che accade intorno è solo uno sfondo percepito in parte.

Alla base di tutto si estende in ogni angolo, vivace come spruzzi di primavera inattesa, l’energia, e anche qui parliamo di sostanza, di un'energia che puoi afferrare, assaggiare, capace di cambiare l’espressione del viso: va chiarito, però, che l’attitudine allegro ma non troppo presa in prestito dal punk e meravigliosamente declinata in pezzi come “Farà Cadere Lei” qui cede il passo a un mood più introspettivo, a lati oscuri che in “Sono All’Osso” non venivano fuori. Certo, ritroviamo le due chitarre e una grancassa che ormai ben conosciamo, e anche in quest’album producono paesaggi e visioni capillari, muovendosi nel folk da distese sconfinate sotto il sole cocente, con spiccati rimandi rock’n’roll (“Dolce Far Niente”) o luccichii da ballate country (“Vento Fortissimo”).

Ma è chiara la percezione che qualcosa è cambiato, che non tutte le tensioni si risolvono, e ne viene fuori un disco che potremmo definire new wave per la sua capacità di creare atmosfere ‘chiuse’ rispetto all’ariosità del disco d’esordio. Il concetto dominante è che in questo caso il particolare prevale sull’universale. Ecco, questa forse è la chiave di lettura più adatta: circostanze precise, definite, dove gli strumenti si incastrano perfettamente e lì esplodono, senza fare rumore altrove. E i brani raccontano e ci colpiscono non per rivelare, ma per scuotere: un apertura fulminea e incisiva che ti spinge a terra (“Elettrica”) e l’immediatezza di “Scimmia Urlatore”, che si fa cantare già dopo pochi ascolti, la morbida e intensa “Fermare Il Tempo” col suo velluto di suoni tipici dei ripensamenti notturni davanti a una finestra, il riff western con voce strozzata di “Libero” che invita sì a tenere “stretti i denti” ma pure a staccare “i piedi da terra”, perché “per essere libero e vero” bisogna lottare e sognare guardando ben dritti davanti a sé. Tutto va a comporre un quadro variegato e dinamico, fatto di buoni propositi e ottimi risultati e ogni brano somma fuoco e freschezza, per prenderti in un modo o nell’altro.

“Piombo, Polvere e Carbone” è la seconda prova che ci aspettavamo da Il Pan Del Diavolo: musica che dà vigore, ricostituente ideale per orecchie annoiate, una corsa veloce a sfidare l’aria e abbassare i finestrini mentre muori dal caldo per sentire di essere vivo. E in tempi così, logori e ingombranti, le soluzioni che restano sono solo le più semplici, e solo le più semplici saranno vincenti: e allora dammi tre parole, energia, voglia e movimento, e ci costruiremo sopra la rivoluzione.

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La recensione Piombo, polvere e carbone di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-04-02 00:00:00

COMMENTI (34)

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  • simox 9 anni Rispondi

    questo secondo lavoro rispetto al primo e' davvero bruttino :(

  • leoge9se 9 anni Rispondi

    Sinceramente un brutto disco, poche idee e confuse, testi brutti e noiosi, e se devo dirla tutta non mi sono piaciuti nemmeno dal vivo.

  • xerox193 9 anni Rispondi

    l'ho ascoltato più volte, ha fatto grandi passi indietro rispetto i lavori precedenti, in particolare i testi sono scritti oggettivamente MALE, messi su a tavolino non si capisce come. peccato.... speriamo per il prossimo, che ritornino a fare rock'nroll & contry con immagini fighe tipo Coltiverò l'ortica o i fiori..

    grande delusione.

  • baron88 9 anni Rispondi

    irene,fidati,non sai di che parli =)

  • irenenoise 9 anni Rispondi

    mi spiace baron ma io l'ho trovato assai deludente , rispetto a - Sono all'osso - una preoccupante involuzione , scelta degli arrangiamenti e dei suoni che hanno reso l'album monotono e privo di interesse , testi incomprensibili e forzatamente ermetici , a me sembra abbiano per questa volta fatto cilecca e mi sembrano lontani anni luce quando li vidi dal vivo l'anno scorso , secondo me hanno sentito troppo la pressione dell'etichetta o della crtica , non saprei .

  • baron88 9 anni Rispondi

    Gran suono,gran canzoni, arriveranno molto lontano

  • cseil 9 anni Rispondi

    Rispetto le persone a cui piace, ma per me è inascoltabile. "Vento fortissimo" sembra interminabile, tanti riempitivi, poca roba bella ("Dolce far niente"). Mamma mia. E' un disco poco sentito, fatto perché andava fatto.

  • xerox193 9 anni Rispondi

    ma sta zitto deficente, trovati un lavoro

  • utente57088 9 anni Rispondi

    bricklas ma stavo scherzando dai !!!! quella su Rolling stone era una bufala !! mi sa che stai/ti stai prendendo troppo sul serio rilassati.... e poi sono solo canzonette !!!! ( ma davvero avevi creduto alla storia dell'oki allegato al CD ???? Bho ??..... )

  • bricklas 9 anni Rispondi

    Feedbacknoise, lo vedi che la tua superficialità e limitatezza è evidente anche nei tuoi insipidi commenti ?
    Se fossi stata un maschio non avresti mai insinuato che fossi fidanzata amante cognata o cugina ... avresti semplicemente dato un altro insignificante commento alla mia capacità di giudizio nel modo arrogante che ti contraddistingue.
    Quindi oltre che superficiale dimostri anche la tua limitatezza di idee delle possibilità di legami :-)
    Per quanto riguarda Rolling Stone ... lascio a te quella carta patinata che parla di vestitini e che trovi dalla tua parrucchiera insieme a Visto e Novella 2000.