< PRECEDENTE <
RECENSIONE
02/05/2012

Nicolas Joseph Roncea è un poliedrico personaggio all'interno della musica italiana. Dopo aver militato in band di culto come Fuh e Io Monade Stanca, circa due anni fa sorprese i più con un esordio solista ben lontano dalle istanze rock noise dei suoi precedenti progetti: una prova intimista e minimale, mossa da esigenze personali e tesa a mettere a nudo una realtà ben precisa dal punto di vista del suo autore.

"Con Old Toys", Roncea si avvale della partecipazione di fidati ospiti più o meno illustri come Luca Ferrari (Verdena), Carmelo Pipitone e Mattia Boschi (Marta sui Tubi), Gigi Giancursi (Perturbazione) e Ru Catania (Africa Unite), distanziandosi in parte dalle atmosfere fantasmagoriche e lo-fi del precedente "News from Belgium" e concentrandosi più su una ricerca articolata all'interno della forma canzone più classica. I tratti somatici del Roncea solista sembrano rimandare ancora una volta a quelli di un Elliott Smith (voce che ne tocca in gran parte gli aspetti) impegnato a metter su disco una sorta di diario di vita vissuta, storie di partenze e di vecchi rapporti che restano impresse nel cuore e nella mente, vecchi giocattoli da rispolverare in una cantina dell'anima.

Dalla partenza chitarra e voce di "Leave Me Alone" sono chiare e ben definite le impressioni di una prova che si pone in definita controtendenza con le uscite italiane attuali, impregnata di un certo gusto esterofilo a muoversi in contesti pop d'autore lontani da quelli del nostro paese. "Breaking the Wall", forse anche per la presenza del minore dei fratelli Ferrari, con la sua melodia e il crescendo piano-batteria, lascia emergere suggestioni prese in prestito da "WOW", ultima osannata prova del terzetto bergamasco. Oltre alla ripresentazione di "One Step" dal precedente lavoro, "Old Toys" si compone di piccole gemme folk come "The Seasons of Lies" e "Close to the End" in piena ottica Iron and Wine, fino a parentesi più tenebrose ("A Letter") o cariche di tensione ("Let's Just Take a Walk", "Old Toys" nelle sue esplosioni elettriche). Non mancano episodi più rilassati come lo swing di "Good Morning" o la coinvolgente "1974".

In definitiva "Old Toys" riduce, almeno nella forma, il tono confidenziale dell'esordio e si muove più verso lidi pop-folk semplici e genuini. Roncea, senza tante pretese, ci dona un album godibilissimo, forte di una vena sincera e privo di velleità d'alcun tipo, teso a intrattenere nel modo più semplice possibile senza, però, scadere mai nel banale, grazie alla gran quantità di sfumature e atmosfere riversate.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >