06/06/2012

Provate a mettere insieme le voci di Ben Harper e Dave Matthews. Provate ad immaginarlo. Qualcosa di particolarmente bello.

E’ così che ho imparato a conoscere i The Running Chickens. L’aria sognante delle loro canzoni regala ad ogni ascolto qualcosa in più: sensazioni,“Old Memories”, associazioni di idee. Conduce in un mondo in cui si è soltanto “Me, myself and my hairy brother”. Insomma, i livornesi risolvono da subito il problema ancestrale di chi fa musica: comunicare. Non a caso “Communication Lines Restored” è il titolo del loro primo album, interamente autoprodotto. Chitarre, percussioni, armoniche, tastiere e mandolini e hanno cominciato la loro corsa, “Ready to rock”, come loro stessi dichiarano.“Proud” and “Drunk” al tempo stesso.

Sere d’estate, sabbia, una chitarra, gambe incrociate e lucciole a cantare nell’oscurità: l’indie pop/rock che caratterizza l’album, nonostante il gran numero di strumenti usati, riconduce essenzialmente al richiamo di una chitarra. Il binomio musica-voce nei Running Chickens non lascia spazio ad equivoci: l’idea di musica in acustico calza a pennello. E il rievocarli è semplicità, naturalezza, spontaneità, essenzialità ma al tempo stesso schiettezza. Fate girare il loro cd, infilatevi le loro scarpe e cominciate a correre insieme a loro, alla meravigliosa scoperta di "other times and other places". Chissà, tra spiagge e suonate in duetto con cicale stanche, riprenderete la corsa con qualche granello di sabbia tra le suole consumate: sarà un solletichìo non privo di significato. Emblematico. Provare per credere.

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