22/05/2002

Era già da qualche anno che il boss dell’Ammonia, ovvero il caro amico Alfredo ‘Kappa’ Cappello, a più riprese parlava di una raccolta di cover che omaggiasse la più grande band australiana di tutti tempi, ovvero quegli Ac/Dc di cui ogni amante del rock ‘n’ roll che si rispetti dovrebbe avere in casa almeno un disco.

Ebbene, a rinfrescare la memoria - o, magari ai più giovani, a introdurvi alla materia casomai foste assolutamente vergini - ecco questo “Come back in black”, supporto che raccoglie 21 tracce storiche del repertorio di Young e soci. D’obbligo anche specificare il sottotitolo dell’operazione, che così recita: “punk rock tribute to Ac/Dc”, il che fa supporre un certo taglio alle singole reinterpretazioni. D’altronde, come facilmente intuirete, le take originali ben si prestano alle riletture in chiave punk-rock, e quindi non esitate a procurarvene una copia al più presto se anche voi, come me, nutrite un debole per la compagine del Continente Nuovissimo.

Se invece siete ancora indecisi, accomodatevi: con un pizzico di pazienza mi auguro di ricondurvi sulla retta via. Forse non dovrei neanche compiere sforzi sovraumani se avessi modo di farvi ascoltare, hic et nunc, “Hells bells” secondo gli Shandon, tanto dissacratoria nei confronti dell’originale ma altrettanto carica nella scelta dei nuovi, azzeccati arrangiamenti fiatistici. Ok, non vi basta? E allora cosa mi dite della “Shoot to trill” al fulmicotone dei Frankestein Drag Queens, e della (nu)metallara “What do you do for the money honey” firmata dai Twin Tornados?

Non c’è comunque bisogno di oltrepassare idealmente i confini per spingervi all’acquisto; i 3 brani che infatti seguono il trittico iniziale appena presentato vi stupiranno per energia e potenza. Come definire altrimenti, se non energiche e potenti, le reprise di “Let my put my love into you”, ad opera dei nostrani Derozer, “Back in black”, marchiata dagli esagitati Thee S.T.P., e “You shook me all night long”, accelerata dagli altrettanto scatenati Crummy Stuff?

Dovremmo continuare così per i restanti 2/3 della playlist, ma poi perdereste il gusto di scopire da soli le chicche della compilation; premesso quindi che tutti i gruppi chiamati a raccolta vanno oltre la piena sufficienza, segnaliamo la versione sgangherata di “Rock ‘n’ roll ain’t noise pollution” a cura dei C.S.C.H., quella cruda di “Sin city” a firma Space Surfers, e quella ar-core di “High voltage” attribuita ai The Jab.

Non penso di poter aggiungere altro se non consigliarvi, nuovamente, questo dischettino assemblato con tanta cura e tanto amore, quindi a suo modo ‘romantico’. Dopo il primo ascolto sarete già fieri del prezioso acquisto…

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La recensione Split - Recensione - Come back in black - tribute to Ac/Dc di Faustiko Murizzi è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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