12/07/2012

Oggi me ne stavo seduta a fare niente quando, novella Alice, sono stata trascinata in un mondo meraviglioso e per me – com'è potuto accadere che mi fosse sfuggito? - nuovo. Quindi dopo Villa e Continanza, ecco la mia sul meraviglioso mondo di Dario Margeli.

Primo ascolto, distratto, di “Buongiorno fino a quando servo”: ok capito, il Battiato dei poveri (precari). Secondo ascolto più attento: l'elettronica da eurofestival e il testo chiaramente scritto al bar centrale sotto ebbrezza da china martini cominciano ad affascinarmi. Cerco informazioni. Ed eccomi sprofondare nella tana di questo bianconiglio con problemi di dipendenza dal vocoder. Trovo un post chilometrico in un forum, in cui se la prende con: le riviste indie, le riviste non indie, i concorsi per band, i redattori mafiosi delle riviste indie, il free download, le compilation, i gruppi italiani che cantano in inglese senza sapere l'inglese.

Attenzione a quest'ultimo punto: perché subito dopo è il momento del video, in cui un frenetico avvicendarsi di font più o meno tridimensionali sottolinea i momenti topici del testo, fra i quali spiccano un “Buongiorno signiore” e un “L'azienda è intocabile”. Ricapitolando, il Margeli, che scopro non essere di madrelingua italiana, canta male in italiano e intanto insulta i non madrelingua inglese che cantano male in inglese.

C'è del postmodernismo in tutto ciò – per non parlare degli effetti del clip, degni dell'invidia di ogni popstar bielorussa anni ottanta che si rispetti. Questo pomeriggio ai confini della realtà volge al termine e non ho ancora capito se lui ci crede davvero o se ci sta prendendo per il culo. Qualunque sia la risposta, a un mash-up Battiato-Mariottide si può attribuire un unico aggettivo: meraviglioso.

Tracklist

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