The Piano Machine The Train EP 2012 - Rock, Psichedelia, Alternativo

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Questo ep si rivela un gioiellino inaspettato: 5 tracce freschissime che flirtano col pop e con chissà cos'altro.

Mi ritrovo l'ep di questo combo che si fa chiamare The Piano Machine nel mio lettore mp3 quasi per caso. Non ricordavo infatti di averlo in dote al solo fine di farne una recensione; sicchè, considerato il nome, al primo (ma anche al secondo e terzo) ascolto, continuo a pensare si tratti di una qualche band straniera, a me finora sconosciuta, finita per chissà quale motivo nella memoria del mio fedele compagno di viaggio.

Lascio però correre e mi riprometto, alla prima occasione, di sfruttare gli infiniti poteri di Google per ricavare qualche informazione attendibile; e non appena digito il loro nome, non solo scopro che si tratta di una compagine italianissima, ma persino che non si tratta di una band esordiente: "The train" è, infatti, il secondo di una trilogia di ep dedicati ai mezzi di trasporto come metafora del viaggiare con la musica. A questo punto è un attimo scoprire che tocca proprio al sottoscritto raccontarvi di queste cinque canzoni, che prese tutte insieme si rivelano un gioiellino inaspettato.

Le atmosfere ricordano molto i primi vagiti di Badly Drawn Boy, con quelle venature di psichedelia miste al pop che in pochi riescono ad assemblare così sapientemente. Ma Antonello Raggi e Francesco Campanozzi cincischiano anche con quel pizzico di elettronica che tanto basta a ravvivare le canzoni, considerando che a tratti qualche pezzo potrebbe rischiare l'effetto noia. Ad esempio l'iniziale "Pianomachine", climax strumentale intensissimo che parte quasi ispirandosi a "The unforgettable fire" degli U2 e finisce invece - inaspettatamente - a ricalcare i tipici finali nervosi delle canzoni dei dEUS. E alla formazione belga, in effetti, il duo deve molto, perché molte delle atmosfere di "The train" vanno a parare da quelle parti. Poi ci sento anche echi dei Jailsound di "Free in a cage" ("A shot in the park", "Away but here"), probabilmente perché affascinati da - e cresciuti con - gli stessi ascolti (Go-Betweens?).

Adesso mi/ci tocca andare a recuperare il primo ep della serie e ascoltare l'ultimo (“The airplane”) per capire la reale portata artistica della band. Per il momento rimangono una gran bella sorpresa da seguire con molta attenzione.

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La recensione The Train EP di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-10-13 00:00:00

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