The Albionauts This is My Heart 2012 - Indie, Alternativo, Britpop

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Pop rock d'oltremanica, troppo ancorato a sonorità decisamente inflazionate

Con un nome così, riconoscere le band di riferimento per questo quartetto italo-spagnolo è un gioco da ragazzi, facile quanto pronosticare la vittoria del prossimo Sanremo da parte di un “amico di Maria”.

L'opening track "Twenty Three" risulta fortemente condizionata da un ascolto assiduo dei Muse, sicuramente l'influenza più forte. "Life in Plastic" sembra una b-side scartata da Doherty e Barât mentre l'autoreferenziale "We are The Albionauts" è l'unico brano che cerca di discostarsi dal suono del rock d'oltremanica virando su sentieri punk-rock. Particolare la scelta di inserire in ben due brani, "No Rules in Italy" e "Rain on the Americans", frammenti dei rispettivi inni nazionali.

La pecca di questo disco è quella comune a molti dei gruppi italiani che si cimentano in territori musicali lontani, per nascita e sviluppo, dalla loro terra d'origine: l'eccessivo ancoraggio a sonorità altamente inflazionate e la difficoltà di proporre innovazioni di carattere mi porta a non giudicare come sufficiente questo lavoro. C'è bisogno di più personalità nella proposta musicale.

 

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La recensione This is My Heart di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-08-23 00:00:00

COMMENTI (4)

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  • compagna_teresa 9 anni Rispondi

    sinceramente non capisco la recensione.... il disco non è male

  • AlbionautsAndCo 9 anni Rispondi

    hai ragione silvio, "tutto in italiano" è una esagerazione.... :)
    però ti assicuro che in spagna c'è molto più inglese in nelle band underground. tieni presente che loro negli anni 60 avevano la dittatura fascista (fino al 75) e non hanno vissuto a fondo i beatles e quell'epoca. tutto si è spostato di qualche anno. poi negli anni 80 hanno avuto la movida (che è un movimento culturale e non quello che gli italiani intendono col "andare in giro per locali"). e da li in poi si sono risvegliati beatles e brit pop fortemente. e oggi lo sono ancora, a differenza dell'italia che va per mode. Soprattutto a Valencia, dove band come Polock e tanti altri hanno raggiunto il successo nazionale con pezzi in inglese e suonano in molti importanti festival internazionali. Qualcuno è più moderno, qualcuno più classico, qualcuno più retrò.
    in fondo sono i contenuti che contano. no?

    per questo il concetto di "sonorità altamente inflazionate" di cui parla sopra FIlippo mi sembra eccessivo. le sonorità sono quelle che sono. la musica è una cosa libera.

    noi amiamo i beatles e per questo abbiamo scritto in questo disco canzoni come Looking for my life, no rules in italy o the things you bruoght. per ispirazione a macca & co. anche se quei suoni non siamo in grado di risprodurli per i limiti che abbiamo.

    comunque, grazie a tutti per l'interessamento. confrontarsi sulla musica è sempre costruttivo.
    saluti
    Albionauts

  • rudefellows 9 anni Rispondi

    "In italia tutto l'indie è in italiano": ma dai, non è vero, e per fortuna!

  • AlbionautsAndCo 9 anni Rispondi

    Filippo, innanzi tutto grazie per la tua recensione, anche se non valuti il lavoro "sufficiente", il che ci lascia perplessi per varie ragioni, ma capiamo comunque il tuo metro di giudizio.
    Ricevere una recensione fa sempre piacere, nel bene e nel male.
    Tuttavia, crediamo che tu non abbia tenuto in considerazione degli aspetti fondamentali, come ad esempio che gli Albionauts sono una band quasi "virtuale". E' una band 50% italiana, 50% spagnola, ma appartiene all'ambiente musicale di Valencia, città in cui è ancorata. Tuttavia ogni membro vive in una citta diversa, Roma, Valencia e Barcellona. la band NON fa prove, ma solo concerti. Crea i pezzi a distanza tramite internet e questo non può non determinare dei limiti dal punto di vista della composizione e della registrazione. E' di fatti un gruppo strano, quasi un esperimento, un modo di vivere di 4 amici, che vivono di soli concerti, pochi, e che si esibiscono soprattutto in Spagna, rispondendo ai gusti locali e all'ambiente. Ecco che perde di significatività quando parli di "molti gruppi italiani". I gusti musicali in Spagna sono ben diversi da quelli italiani. In italia tutto l'indie è in italiano, in Spagna per più della metà è in inglese. Infine i contenuti dei testi delle canzoni parlano di questo disco trattano questa esperienza di vita che è "formare parte di questa band, prendere un aereo ritrovarsi al soundcheck, suonare e tornare a casa tua a combattere con i problemi tuoi". Quindi che vuoi dire con "autoreferenziale We are the albionauts"? non ha senso quello che scrivi.

    Relativamente a barat e doherty hai azzaccato, ma era facile (la band si chiama "Albion"-auts), relativamente ai Muse invece no. Non ci ispiariamo minimamente a loro. Quella canzone, Tewnty Three ha una struttura song molto particolare dal punto di vista armonico e ritmico, e, composta nel 2006 a Valencia, è certamente più ispirata a "First impressions from earth" degli Strokes.

    Tu parli dei "territori musicali lontani, per nascita e sviluppo", ma non sei stato in grado di cogliere nulla dei testi che sono tutti in inglese, meno uno che è in 5 lingue. Se dovessi recensire un disco di dylan ti limiteresti a giudicare le semplici struture blues di sempre tralasciando i testi?

    Comunque, scriviamo queste cose solo per confronto, e rispettiamo e accettiamo la tua recensione (anche se è troppo superficiale e priva di spirito), che ci aiuterà sicuramente a migliorare perchè ogni input è ben accetto. Grazie Mille, cordiali saluti
    Albionauts