03/06/2002

Ho conosciuto i Medusa al tempo del loro primo singolo “Mexico”, uscito nei negozi nei primi mesi del 2001 e unica tappa preliminare, perlomeno all’epoca, del loro disco “Punkmotocross”. Nel frattempo, invece, la decisione di pubblicare un altro singolo, “Il mio gatto”, contenente 5 tracce il cui stile è esattamente in linea con quanto finora ascoltato. Ovvero funny punk-rock sulla scia di gruppi come Green Day, con la differenza che i 4 torinesi riescono a darne una credibile versione in lingua italiana; il che di questi tempi, con gli scaffali invasi da migliaia di inutili punk band che affollanno centinaia di insignificanti compilation punk, non è poco.

Ovviamente il genere deve essere di vostro gradimento per approcciarvi al quartetto, ma ignorarli del tutto sarebbe un errore; perché bisogna ammettere che la title-track, impreziosità nel finale da un rap-scioglilingua del geniale Caparezza, potrebbe figurare fra i ‘riempipista’ delle discoteche rock. Magari la successiva “Buon compleanno” gli oltranzisti la proibirebbero agli ‘over 16’, ma di fatto crediamo scatenerebbe un pogo violento in qualsiasi occasione si suoni.

Molto meno ‘scolastiche’, invece, le successive “Chicago” e “Non puoi”, caratterizzate entrambi da un approccio sensibilmente più rock’n’roll che ci auguriamo pervada molte delle tracce contenute nel disco in uscita a settembre.

Chiude infine la versione demo di “Oggi”, molto affascinante nel suo arrangiamento chitarra acustica e voce e che rivela un altro aspetto inedito della banda.

A conti fatti non esattamente un dischetto per soli patiti del genere, ma evidentemente qualcosa di più sostanzioso. Personalmente il consiglio è di rischiare l’acquisto se avete sempre odiato i pregiudizi, soprattutto in campo musicale.

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