The Band Apart Le Bande Criminali 2012 - New-Wave, Indie, Alternativo

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Niente crimini né rivoluzioni, ma un indie rock pulito e vivace con tocchi di personalità

Alcune cose che mi piacciono: le commedie che fanno piangere, i drammi che fanno ridere, i racconti che sembrano minimalisti e realisti e poi diventano fantastici e postmoderni, le canzoni che parlano di morte e depressione con la musica allegra, i Beatles perché coi loro caschetti da baronetti erano molto più tossici di quei finti alternativi dei Rolling Stones. Ed è per questo che, giunta alla traccia numero cinque (“Un visionario”) dell'ep, ho deciso che i Band Apart si meritavano la mia attenzione, e sono tornata alla traccia uno.

Perché l'ho deciso alla quinta è presto detto: perché è un pezzo melodico, rétro e beatlesiano – come direbbero quelli che definiscono beatlesiani tutti i pezzi melodici e rétro del mondo – su cui un gruppo banale avrebbe cantato di cuori e amori più o meno spezzati, e invece loro ci hanno piazzato una storia malata di paranoia. Lo stesso effetto di leggero straniamento si avverte ascoltando “Le rivoluzioni”, ballata con melodia aperta e ottimista, testo claustrofobico e finale vagamente psychofolk. Nelle altre canzoni l'umore borderline è assecondato da chitarre più esuberanti, fra wave e garage. Niente di sconvolgente, ma c'è quel tocco di creatività che distingue da un gruppo alternative-powerpop insipido e sentito un gruppo alternative-powerpop abbastanza ispirato da incuriosirci.

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La recensione Le Bande Criminali di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-09-03 00:00:00

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