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album Vestirsi di carta - deLuxo

recensione deLuxo Vestirsi di carta

2012 - Cantautore

RECENSIONE
20/12/2012

Che cosa si prova a sentirsi vestiti di carta? Probabilmente una sensazione soffice, delicata, tiepida, a tratti fresca. Ma occorre fare attenzione a non muoversi in modo troppo brusco e frettoloso, perché il rischio di ferirsi con ill bordo affilato e tagliente non è da sottovalutare.

Questo è in sintesi il disco di DeLUXO. Nel corso delle 6 tracce ci si lascia trasportare dalla delicatezza di liriche cantautoriali di matrice folk e impreziosite da strutture elaborate di contrabbasso e cori. La dimensione onirica creata dagli arrangiamenti viene tuttavia interrotta dalla poetica fredda e razionale dei testi, narratori di una quotidianità tutt'altro che da sogno come in "Terza Classe" e "Dissolta".

Tuttavia, ciò che rende "Vestirsi di carta" un disco a suo modo "importante" è la sapienza con cui DeLUXO riesce a mescolare le radici del cantautorato italiano (Fabrizio De André, Paolo Conte e Vinicio Capossela) con influenze brasiliane di musicisti come João Gilberto Vinícius de Moraes. Quel che ne esce è un lavoro ben fatto, di spessore, interessante. 

E allora perché non lasciarsi trasportare per un po' e semplicemente "vestirsi di carta".

Tracklist

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