Stasi Materialismo dell'incontro 2012 - Cantautoriale, Indie, Elettronica

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Stasi ha deciso di intrattenere il suo pubblico con nozioni di filosofia socio-economica e riferimenti new-wave anni 80

Questo disco non ti risparmia, ti colpisce tra capo e collo come un macigno scagliato da un cavalcavia, ti eri illuso di poter passarci sotto sfrecciando con la tua utilitaria, cantando gli AC/DC a squarciagola e invece vieni investito dalla fuliggine razionale di Materialismo dell'Incontro e non ne esci più.

Stasi ha deciso di intrattenere il suo pubblico con nozioni di filosofia socio economica e riferimenti new wave anni 80, a fabbricare mattone su mattone un edificio musicale solido ma senza porte nè finestre. C'è poca aria.

Praticità e chiarezza concettuale, dalla prima all'ultima canzone si attaccano ai beat campionati, agli svarioni dei synth e batterie elettroniche come cozze, ammorbando un genere new-wave già di per sè cupo e ossessivo, pompandolo fino a renderlo letale.

Le figure di Louis Althusser e Karl Marx (citato in tedesco ne "La cosiddetta accumulazione originaria") si rincorrono per l'intera tracklist come spettri maligni, si capisce che l'autore dei testi tiene in modo particolare alle teorie socio-economico-politiche dei secoli scorsi e decide di metterle in musica in modo didattico e metodico, al diavolo la divulgazione. Sì perchè il povero diavolo che magari nella sua vita non si è mai dedicato allo studio de Il Capitale, o non ha mai pensato di ricavarne una critica scientifica determinista, si ritrova suo malgrado a doverlo fare come se fosse al liceo, con quella prof che non ha voglia di spiegarti le cose ma solo di elencarle, poi t'arrangi.

La colonna sonora delle lezioni non è male a dire il vero, il quadro di riferimento musicale è ben descritto in "Crollo Nervoso" e, come nel documentario omonimo, si elencano gran parte dei gruppi finiti nel giro della new-wave negli anni 80: Litfiba, Krisma, Frigidaire Tango, Decibel ecc. C'è poco di cantato in questo lavoro, qualche accenno di melodia vocale solo in "Cani" e tutto il resto è declamato alla Clementi, oppure come in "Come un'immagine" si lascia fare alla voce di Francesco Cossiga nel descrivere i modo per reprimere le manifestazioni degli studenti universitare contro il governo Berlusconi.

Difficile poter immaginare un pubblico di riferimento per questo disco, forse l'ormai quarantacinquenne sessantottino rinverdirà i ricordi, o lo studente di scienze politiche duro e puro si farà delle domande, di sicuro questo album avrà non poche difficoltà a passare in radio, o ad essere piazzato in macchina per una gita fuoriporta. La musica cosiddetta "impegnata" ha una controindicazione non da sottovalutare, non distende, e in questo preciso periodo storico italiano fatto di privazione e fatica per i più, sarebbe saggio comporre scalette musicali fatte sia di pezzi didascalici che di musica più leggera, che porti via la testa in viaggi fuori dal tempo. "Checché ne dicano Marx o Weber".

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La recensione Materialismo dell'incontro di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-11-22 00:00:00

COMMENTI (7)

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  • stasi 9 anni Rispondi

    Podcast - Italorama - Band del mese: Stasi
    Puntata speciale di Italorama, in diretta martedì 17 dicembre 2013 sulle frequenze della tedesca Radioblau (Lipsia), dedicata a Stasi (presente in formazione completa) e all'album Materialismo dell'incontro

    soundcloud.com/infostasi/it…

  • stasi 9 anni Rispondi

    oggi, martedì 17 dicembre, dalle 22:00
    Stasi in diretta su RadioBlau (Lipsia)
    presentazione di "Materialismo dell'incontro"
    sulle frequenze 99,2Mhz (da Lipsia) oppure in streaming su radioblau.de. (dall'universo in espansione)

  • stasi 9 anni Rispondi

    Stasi, spiazzata, ringrazia Matteo

  • matteoiamma 9 anni Rispondi

    Siete geniali. Se tutti ascoltassero questa musica non ci sarebbe nemmeno bisogno dell'esistenza della stessa.

  • stasi 9 anni Rispondi

    l'utlima frase produce emozioni anche nella fredda e razionale Stasi, che ringrazia il fruitore-produttore latitante

  • latitante 9 anni Rispondi

    Nonostante la recensione devo ammettere che, pur non essendo un quarantacinquenne sessantottino nè uno studente di scienze politiche, questo lavoro mi piace tantissimo e ce lo vedrei particolarmente bene come colonna sonora di un viaggio notturno sia fisico che mentale, perchè non credo che esista un momento storico che autorizzi la banalità.

  • stasi 9 anni Rispondi

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