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Fatur "Cesso2012" di "Fatur & O.D.V."


2012 - Punk, Elettronico, Alternativo

05/10/2012

A metà disco, 'Fuori dal giro' è un capolavoro.

"parlo ma nessuno m'ascolta
ballo ma nessuno mi guarda
busso ma nessuno m'apre
fuori, fuori dal giro!
senza un sorriso, senza un respiro!
la nostra musica non va più
i nostri amici non ci sono più
allora bevo per dimenticare
fumo per non ricordare
che sono ormai
fuori dal giro!"


E Fatur lo canta e lo urla, a ragione, prima di perdersi in suoni sempre più sconnessi che accompagnano la telefonata di una signorina sicuramente perfetta che dice candida: "Fatur, ciao, ascolta, come va? Mi hanno detto che sei fuori dal giro... Com'è? Io non sapevo nulla... Com'è che è andata? Mh... Mh... Ma veramente? Ma è da tanto?". E continua così, a lungo, impietosa.

Fatur é fuori dal giro.
Un dato di fatto.

Strutturalmente, dico.
Non è questione di età, né di social network (che sui social network lo trovate, vivace).

Fatur.
Già.

Un disco pubblicato, come se fosse una cosa normale, dodici anni dopo il precedente. Dodici anni. E, come se fosse una cosa normale, io sono qui di nuovo a recensirlo per Rockit, dodici anni dopo, che la recensione di 'Faturismo' riletta oggi probabilmente mi farebbe vergognare, e che a volte è buona abitudine che la recensione porti la stessa firma, in continuità, vediamo se la band è cresciuta, vediamo la prova del secondo disco, vediamo il difficile terzo disco, eccetera. Solo che sono passati dodici anni. Solo che questo è Fatur, l'Artista del Popolo Italiano, per qualcuno una atipica leggenda vivente, al suo quarto disco solista. In venti anni. E' cresciuto? In certo senso sicuramente sì, qualcuno direbbe, ironia facile, che pesa di più, sempre di più, e adesso sembra un enorme buddha buono più che la bestia che era.

Lo schema è lo stesso. Fatur fa le sue cose ed Era, a tratti con disinvoltura e a tratti affrontando sfide impossibili, cerca di farne un disco. "Electro-dance-punk kosmica" era e resta una buona definizione. Poi c'è di tutto, con maestria cresciuta, prezioso cattivo gusto, e via.

L'apertura con "Vicolo cieco" è incalzante e lascia già filtrare qualcosa di epico.
"Aumentami" è sparata su un irresistibile giro che sembra clonato da Tack At, ha un ritornello al femminile, bello, facile facile ("Ti aspetto ormai da ore per una dose d'amore") e giocato benissimo che si inchioda in testa, e Fatur infila frasi alla Fatur. Bella. Verso la fine, anche in "Specchio", altrettanto ben riuscita, si aspetta qualcosa "che non so se verrà ma non credo che venga"

Ci sono alcuni episodi un po' fuori fuoco, e in questo senso il disco è inferiore al precedente, a livelli alti in modo più omogeneo. Si rischia con disinvoltura ("Lui e lei" avrà sicuramente qualcuno che la classificherà omofoba in modo intollerabile, tutta "Cesso" e vari passaggi di altre tracce sono perfetti candidati per una generalista definizione di 'demenziale' che ad ascoltare con minima cura è completamente inadeguata, eccetera), si torna a frequentare l'Emilia e il suo liscio - con un pezzo disperato, "Tango del merlo floscio", che è tecnicamente 'metaliscio' -, si torna a cantare soprattutto di sesso, si passa attraverso la disoccupazione ("Tram 69", che in una eventuale sfida con la gemella "Settanta" dei PGR vince facile), la solitudine e i disastri, si gioca, si infila qualche passaggio che a me pare memorabile.

E c'è qualcosa di davvero commovente, in "Cesso 2012".
In generale, diffuso, sparso, e in alcuni posti precisi.

E in qualche modo questo disco ha dentro molto, anche se dire 'tutto' sarebbe davvero troppo, e io non so bene da dove iniziare, o dove finire.
Forse perché sono fuori dal giro anche io.
Proprio.
"Non ci siamo mai visti, perché sono fuori dal giro".

Certo.

Commenti (3)

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  • Giulio Pons 05/10/2012 ore 14:35 @pons

    Bella recensione Teo!

  • Faustiko Murizzi 08/10/2012 ore 13:14 @faustiko

    Teo... bentornato!

  • teo 08/10/2012 ore 17:59 @teo

    sì.
    ma direi piuttosto: bentornato fatur!

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