Nessuna Terra ep 2002 - Pop, Alternativo

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Si definiscono 'evocativi', i Nessuna Terra, band laziale che presenta un mini-ep, dal titolo omonimo, con tre tracce. Tre brani giustamente evocativi, dalle sfumate influenze etno-popolari; la voce è quella di Donatella Livigni, una bella voce, benché al momento ancora esile e acuta. Molto promettente però, se esercitata con minore incertezza su una varietà di toni e timbri differenti, alla ricerca di una maggiore consistenza vocale. Ricorda un po’ Mara Redighieri agli esordi, soprattutto in “Titoli di coda”, che è, per ironia, l’inizio di questo brevissimo lavoro. Un esordio recitato, ieratico, con un bell’arrangiamento di chitarra, a cui si sostituisce una dolcissima melodia per tastiera.

Ma non c’è allegria in queste note: “Nessuna Terra”, a dispetto del nome, è una regione nordica e ventosa, umida di pioggia.

I testi suggeriscono delle interessanti intuizioni poetiche; tuttavia, a volte sono prese troppo sul serio. Si appesantiscono, scivolando in eccessi lirici poco efficaci, come nelle descrizioni naturalistiche del brano omonimo.

Il lavoro, estremamente succinto, può vantare una certa originalità, benché abbia bisogno di approfondirsi e magari di esplorare nuovi territori.

Mi sentirei inoltre di invitare ad una maggiore cura dell’estetica e della presentazione del demo, magari con l’inserimento di qualche immagine e maggiori informazioni sulla band e sull’autore dei testi. Non serve molto…solo “cura”!

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La recensione ep di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-07-07 00:00:00

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