asino Crudo 2012 - Punk, Noise

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Sette tracce che profumano di benzina, sorrette da un’ architettura ritmica cruda, nevosa a tratti isterica. Un signor esordio.

Quella che segue è una lista di ciò che potreste sognare, dopo avere ascoltato diverse volte” Crudo” degli Asino. Padre Pio che bestemmia; Babbo natale che da testate al muro, cade e si rialza; asinosauri vestiti in frac; Angela Merkel che suona in gruppo punk; il vostro\la vostra ex affetta da tricotillomania; vostra nonna che suona la batteria urlando: “ho venduto l’anima al diavolo” (con tutta probabilità, nel sogno, vostra nonna deve essere una fan degli Asino e la sua canzone preferita “67 D.C”). Al risveglio, se vi ritrovate con pugni chiusi, state digrignando i denti e siete spaventati dal vostro subconscio malandrino, vi consiglio di non non prendere primi appuntamenti con un psicoterapeuta ma di trovare le risposte in “Crudo”.

Gli Asino sono in due, chitarra e batteria, ma fanno casino - da far sanguinare le orecchie - come se fossero in otto e regalano compresse di adrenalina concentrata, da mandare giù a sorsate di ottimo noise e post-punk. Sette tracce che profumano di benzina, sorrette da un’ architettura ritmica cruda, nevosa a tratti isterica, ma che all’occorrenza si svuota di tutto il delirio sonoro, per approdare verso atmosfere più distensive, come per esempio in “67 D.C”, ”Lui era contentissimo”.

“Crudo”, lascia avvertire in controluce, le tendenze istintive alla Don Caballero e la rabbia deflagrante dei Putiferio. Ma non c’è solo questo a guidare l’album, ci sono anche i testi, che come come dichiarano nelle descrizioni del loro progetto: “giocano su un non sense grottesco, forti di un’urgenza espressiva urlata in faccia”. Ed ecco che temi imponenti come disillusione, morte, felicità, rabbia, grazie alla tecnica del no-sense e del sad humor, vengono svincolati da ogni macchia di pedanteria. Una nota di riguardo va all’ultimo pezzo, “Chinaski”, il più diretto e meno ermetico: “La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte... troppo presi a scopare, film soldi, famiglia", un bell’intreccio di energia melodica e testo. Un album sfrontato, diretto, a cui non interessa il galateo, e tantomeno entrare nella nostra testa in punta di piedi. E a noi, va benissimo così. Un signor esordio, che non mancherà di ricevere plausi e seguaci.

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La recensione Crudo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-09-05 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • silicio 10 anni Rispondi

    Interessante, poco formale, bestemmia a parte.

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