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RECENSIONE
20/08/2012

Ensemble assortito (membri di Movie Star Junkies, Love Boat) e ben nutrito (sette, gli elementi coinvolti), La Piramide di Sangue al suo esordio ci presenta un mix stranito di musica animata da qualità cinematiche, dove l'amore per la No Wave sposa jazz e psichedelia, e dove gli innumerevoli referenti, da Sun Ra a Neu!, risultano essere rifunzionalizzazioni e mai pedissequa riproposizione.

L'opener "Sangue", medita su soluzioni morriconiane, dove il baluginio filmico è qualcosa in più che mero suggerimento, non lontano dai polizieschi '70 (e a fortiori molto vicino a Calibro 35). Il noise bianco e tribale in "Tu getti sale sulle mie ferite" s'evolve in cupe rappresentazioni indie, tra post d'ascendenza chicagoana e strane modulazioni mediterranee, evocazione tradizionale, dunque, e possibili vie di fuga. Lo smooth latineggiante ritrovabile su "In bici sulla strada della perdizione" e "Io sono la tigre", struttura le radici di un esotico interludio (simile a certe derive dei Los Cubanos Postizos di Marc Ribot), prima della profonda meditazione di "Complotti a Tebe" - tra gli highlights del disco -, dove l'influenza araba rivela (e ratifica) la sua ultima ragion d'essere: un albero capovolto che fa perno sulla tradizione solo per spandersi nell'indeterminatezza.

Tra noise, kraut e una miriade di rivoli e suggestioni terzomondiste, La Piramide di Sangue dà vita ad un ottimo esordio, un compendio di musica assolutamente svincolata dal contesto attuale, e pure pregna di un innefabile e spiazzante senso dell'attuale.

Tracklist

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