De Curtis Belli Con Gusto 2012 - Progressive, Jazz, Funk

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Un bell'esercizio di stile funk-jazz, che - manco a dirlo - è fatto con gusto

Giunti al secondo disco, i De Curtis arrivano a produrre un lavoro che riesce a renderli ancor più degni del nome difficile che portano. Con questa nuova fatica, uscita a due anni dall'esordio, il gruppo veronese continua a percorrere il sentiero del jazz-funk e dell'acid-rock molto vicino allo stile dei Calibro 35, ma senza le velleità filologiche da OST e i complessi di inferiorità di altri gruppi come i Guano Padano.

Nonostante il genere rigido e limitato che suonano, grazie ad una solida capacità di composizione e arrangiamento i De Curtis riescono ad infilare numerose contaminazioni che rivelano la caparbietà di un gruppo stilisticamente maturo, oltre che l'eccellente padronanza strumentale. 

Già con il ritmo pesante e serrato di "Gugol Bordello", la prima traccia, si aprono alla mente visioni da sceneggiatura pulp, che si protraggono nei brani successivi mischiati ad un retaggio di vari compositori italici d'annata (Micalizzi, Morricone, Alessandroni, Brugnolini). Canzoni lunghe e ben strutturate, da sottofondo funk-rock, ma che possiedono un carattere personale che li porta oltre il semplice esercizio di stile; e se si considera che i De Curtis hanno registrato in presa diretta, senza alcun editing, viene ancora più facile compiacersi dell'ascolto.

Un gustoso senso della melodia soprattutto nel sassofono - letteralmente discorsivo - si fa notare con l'avanzare del disco, dove pian piano si macinano generi e riferimenti. Accenni di jazz più sperimentale e proggarolo arrivano con "Vota Antonio" e "Novantesimo Minuto", e si completa la giostra con il tempo in levare di  "Senza ombra di Dub io"  che pone i De Curtis sullo stesso piano di un gruppo iconoclasta come i Dub Trio. Unica nota stonata del disco è "Plastic Island", che nel suo abbassamento di tiro non è di per sé spiacevole, ma un brano con voce come chiusura fa molto cliché per un gruppo strumentale.

In sintesi i De Curtis osano senza sbagliare, mischiano senza confondere, citano e dettano allo stesso tempo. Manco a dirlo è bello e fatto con gusto e se non fosse per l'egemonia del genere che i Calibro 35 hanno già conquistato sarebbe pure innovativo.

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La recensione Belli Con Gusto di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-10-27 00:00:00

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