Compagni di Merengue Italian Brega 2012 - Demenziale, Patchanka, Latina

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Disco latineggiante con una non troppo celata indole demenziale/trash. Non certo un capolavoro, ma potrebbero divertire dal vivo

Al giorno d’oggi la precipua finalità di un album è, soprattutto per una band emergente, quella di promuovere il proprio live. Un biglietto da visita, quindi, che il gruppo utilizza per farsi conoscere, ampliare il proprio seguito, procurare nuove date. E non è affatto scontato che ad un bel disco corrisponda un’altrettanto efficace esibizione dal vivo.

Le ragioni di questa premessa sono presto dette: “Italian Brega” dei pugliesi Compagni di Merengue non solo non è un capolavoro, non si tratta nemmeno di un buon disco. Certo, c’è un progetto artistico di fondo, in cui ska e ritmi latini, peraltro ben suonati, sono il motore musicale su cui si innestano tematiche che, almeno sulla carta, vorrebbero essere divertenti. Ma le liriche sono approssimative e le rime scontate, e così anche le idee migliori restano prive di vis espressiva. Apprezzabile anche la scelta discostarsi dal consueto binomio proprio del demenziale/trash italiano “sesso-deiezioni” per tentare strade alternative. E tuttavia il colpo resta sempre, inesorabilmente, in canna, perché non c’è mai traccia di trovate che sorprendano davvero l’ascoltatore. Senza tacere della circostanza che la voce del cantante non è mai convincente, perché è il primo a non credere per davvero in quello che sta cantando, delegittimando così i testi stessi, togliendo loro efficacia, e trasformandoli in un cantato che nella migliore delle ipotesi sembra una performance di liscio. Magari è un effetto voluto, Skiantos docet, ma è una scelta che qui non paga.

Ebbene, nonostante tutto questo, i Compagni di Merengue meriterebbero una chance live. Perché se da una parte sono gravi le carenze contenutistiche, dall’altro non manca il senso del ritmo e, probabilmente, dello spettacolo, componenti queste imprescindibili per una esibizione dal vivo coinvolgente. Lo si comprende ascoltando la parte di finale di “Telenovelas” (brano, tra l’altro, che assieme a “Cuba Libre” e “Hasta la Pista” è già stato proposto, senza particolari clamori di critica e pubblico, nel precedente “Favor nao pescar”), oppure “Febre Amarela”, il cui ritornello, nella sua disarmante semplicità, è l’ideale per quei festival estivi così piacevolmente birrosi e sudaticci, in cui la voglia di ballare trascende l’importanza dei contenuti.

Disco  fiasco, quindi, ma se l’obiettivo dei Compagni di Merengue era quello di promuovere il proprio live, allora hanno fatto centro.

Forse.

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La recensione Italian Brega di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-02-11 00:00:00

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