12/10/2012

L’inizio ha un sapore epico metropolitano. La voce agitata di una cronista annuncia l’avvistamento di una creatura aliena. A New York il panico dilaga. La tensione sale e il tono convulso della pseudo giornalista viene spazzato via da una botta di energia distorta e malata, qualcosa a metà tra Prodigy e Bloody Beetroots anche se i suoni elettronici si mischiano a trame tipicamente post-hc e virate decisamente metalliche.

“I’m here to make people understand they need to go back to real things”, gli White Screamed Shout decidono di affidare il loro messaggio a una viscida creatura verde non violenta, giunta sulla terra per ricordare al genere umano come sia importante lasciare perdere per un attimo tutta la finzione e la superficie, per tornare a comprendere la vera natura delle cose. La colonna sonora della scena è un blocco di elettronica tanto oscura quanto catchy, l’ispirazione è autenticamente punk.

Un prodotto confezionato professionalmente, difficilmente classificabile, cattivo. In sole cinque tracce si può trovare la potenza di Porter Robinson, il tiro beffardo dei Does It Offend You? Yeah! e in coda si scorge l’eco dell’atmosfera sonora che John Carpenter ha composto per il suo capolavoro “Halloween”.
Dopo aver frequentato con stile l’underground assieme a Bob Rifo (leggetevi la bio), Ginotonico e Jack Mostro partoriscono una creatura mutante che come un virus si inocula nel torpore della scena italiana, per succhiarne linfa vitale e dare vita a qualcosa di molto interessante.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati