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album Now Here Is Nowhere - Acid Food

Acid Food

Now Here Is Nowhere

2012 - Psichedelico, Post-Rock

RECENSIONE
29/10/2012

E' cosa nota che i Mogwai abbiano influenzato più band dei Nirvana. D'altro canto, quando si parla di Post Rock nella sua accezione più classica, apprendere dai maestri è un rito di passaggio obbligatorio. Gli Acid Food di Torino, per andare sul sicuro, dai Mogwai prendono in prestito anche il nome, citando quel pezzo meraviglioso contenuto in "Mr. Beast", imponente e variegato album nel quale gli scozzesi ridisegnarono i confini dell' Art Rock nel 2006.

Fatto il dovuto cappello introduttivo, l'ascoltatore avrà di certo capito che non stiamo parlando di una band che fa dell'originalità il suo punto forte. Però gli Acid Food suonano bene e fanno chiudere gli occhi quando li ascolti. "From Here Is Nowhere", il loro primo EP, contiene 3 pezzi e dura più di 25 minuti. Tre lunghe suite quasi completamente strumentali, nelle quali regna la classica struttura di genere: tema piano, tema forte, esplosione, finale. La title track è probabilmente la perfetta sintesi dello stilema della band. Un'onda sonora che cresce fino a debordare in epici passaggi di derivazione Explosions in the Sky. La seconda traccia, "La Madre e La Morte" costituisce il corpo dell'opera, con i suoi 10 minuti buoni e tocca atmosfere più vicine alla natura psichedelica dei Pink Floyd di Pompei ma anche dei Tool meno metal. Interessante e coinvolgente.

Chiude il lavoro "Labirinto di Specchi", un pezzo che risente dell'influenza del progressive anni 70 nel bene e nel male. Una voce recita fin troppo teatralmente un testo che esorta l'interlocutore ad uscire dal proprio guscio, fosse anche solo la gabbia virtuale: "Da qualche tempo sei diventata meno reale / del tuo profilo su Facebook". La musica cresce fino a portarci nel mezzo di un deserto western che sarebbe piaciuto a Sam Peckinpah.

"From Here Is Nowhere" è registrato in presa diretta e questo giova agli incastri sonori e alle dinamiche. Ci presenta una giovane band che suona bene, nonostante qualche ridondanza eccessiva. Un ascolto decisamente consigliato ai cultori del genere.

Tracklist

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