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album mbc-ws 1one - Split

Compilation

mbc-ws 1one

Twilight records 2002 - Elettronico

RECENSIONE
24/07/2002

Dentro al digipack floreale, disponibile in tre differenti colori, pochi dubbi: "mbc-ws 1one" è rigorosamente chillout e lounge. Più che esplicito l'ambito musicale esplorato, estremamente curato l'approccio, indubbiamente valido il risultato raggiunto.

Cadenze prevedibilmente pacate (non c'è traccia di certa lounge fracassona o giocosa, non ci sono accelerazioni ritmiche), produzioni sofisticate, scaletta compilata con indubbio buon gusto, il cd scorre fluido e gradevole, intriso da una generosa componente esotica (o almeno esoticheggiante) ed arricchito da una babele di lingue (inglese, portoghese, francese, fino all'indecifrabile svedese della settima traccia) che integrano la continua sovrapposizione tra elettronica 'calda' e contributi 'suonati'.

L'esordio discografico di Barrière è buono, con l'apertura soul di "You'll be mine" e la brasilianità sognante di "Seduçao", a cavallo tra -legittimi- luoghi comuni sonori ed un buon impatto, tanto quanto i ripescaggi di No Noise (tre brani da "Chakra Lounge", con la dilatatissima "Karma Shabda", il piano di "Red Muladhara", l'incedere ciondolante e l'indubbio appeal della traccia omonima, qui in versione strumentale) e la già citata "Du Ar"; la componente soul trova linfa ulteriore in "New beginning" di Urban Chill, a cui è accreditata anche "Padma", la traccia -relativamente, certo- più scura e meno lineare del lotto.

Nota di merito particolare per i tre episodi a firma Ensemble Ethnique, progetto per il quale si attende l'album di esordio all'inizio dell'autunno: "Bossalounge" e "Lloro negro" sono due pezzi che potrebbero essere senza difficoltà accreditati ai Thievery Corporation, ed il carnevalesco trionfo percussivo di "Batù" non ha certo bisogno del Pan de Azucar sullo sfondo per tentare alla danza l'ascoltatore. Claude Challe se li è portati su "Nirvana Lounge 2", e la cosa, in ambito chillout, fa curriculum probabilmente più di qualsiasi altra, ma la validità del progetto capitanato da Alberto Laurenti è evidente anche a prescindere dalle -puntuali- segnalazioni delle note stampa.

In chiusura, violando la regola non scritta che vuole una rarefazione dei suoni ad introdurre dolcemente il silenzio che segue la fine del cd, "Sabor" di Lost Child è riproposta in una versione decisamente club-oriented, con un fondo di house diritta ed incalzante a doppiare le percussioni.

Un buon modo per concludere un bel viaggio.

Che -vale la pena ricordarlo-, a dispetto della inebriante mescolanza di aromi, ha cantiere, armatori, comandante e piloti rigorosamente italiani.

Tracklist

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