26/01/2013

Dopo un silenzio lungo cinque anni, gli animali marini emergono dall'ombra, e lo fanno per cavalcarla ed esplorarne gli anfratti più bui. L'album del ritorno, infatti, per quanto riguarda il sound non si discosta dal pop-rock alternative ma non troppo/mainstream ma che già conoscevamo, mentre i testi si fanno decisamente più pessimisti, tanto da far pensare che questi cinque anni non devono essere stati esattamente una vacanza, e che il gruppo avesse più di un sassolino di cui liberarsi. Poco male, in genere dolori e arrabbiature giovano al processo creativo. Anche in questo caso? Sì e no: se infatti la filastrocca di “Piove nei tuoi occhi” - “Crolla, tutto crolla sotto i piedi, trema tutto, tutto gira, gira intorno al mondo e trema il mondo e crolla il mondo” - è un coinvolgente girotondo di disillusione, in altri momenti si scivola nello sfogo banale e livoroso (su tutti “Il peggio”: “Ci sono stupidi e arroganti ma tu sei il peggio”) o nel luogo comune (“Il centro del mondo”).

Il tono rabbioso contagia anche il suono che, pur restando come dicevamo nel solco del passato, accentua il lato più ruvido di un classic-rock che solo di rado smette di mostrare i muscoli per ammorbidire i ritmi (“Insospettabile”, “Venerdì”) o lasciare spazio a un'elettronica figlia dei Bluvertigo (“Le canzoni non vogliono dire niente”). In definitiva un album fatto con cura e sentimento, ma con qualche zona d'ombra di troppo per convincere del tutto.

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La recensione Grandi Animali Marini - Recensione - Sulla Cresta Dell'Ombra di Letizia Bognanni è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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