09/04/2013

Mai stati il lunedì mattina sulla metro verde di Milano che singhiozza nel cemento mentre fuori piove? Io ci sono stato con il disco di Ila & the happy trees ed ho allontanato buona parte di quelle tentazioni suicide che è davvero difficile ignorare nei freddi lunedì di pioggia in questa città di merda. Per questo li ringrazio.

Come le camerate negli ostelli "Believe it" è un disco giovane, spensierato e multietnico. 12 pezzi allegramente ostinati, come solo gli stolti, i visionari e gli ottimisti irrazionali riescono ad essere negli anni '10 del XXI secolo in Italia. In tale congiuntura Ila non si pone limiti e canta in tre lingue diverse (italiano, inglese e portoghese) che ha fiducia nella gente: "….People can change the world…", "...People can be better than they are if you believe it...". Riesco a perdonarla solo perché ha davvero una gran bella voce e perché gli Happy trees suonano altrettanto bene.

Ila & the happy trees fanno musica leggera, pop, nel senso più genuino del termine. Un po' perché devo, un po' perché non resisto alla tentazione di farlo, rinchiudo il disco in un recinto musicale dissennato che va da Elisa a Bon Iver. Ora ho la vostra attenzione?

Iniziate "Believe it" ascoltando la prima traccia omonima, poi passate a "Bolla". Aspettate ancora un pochino. Domenica a pranzo, quando siete svegli da poco e il moment non ha ancora fatto effetto, fatevi degli spaghetti al pomodoro e basilico fresco che secondo me con questo album ci stanno benissimo.

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