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RECENSIONE
09/08/2002

Un album dissacrante! È con questa definizione che apro la recensione di “…se fossi una ragazza.”, esordio su Ammonia records dei vicentini C.S.C.H., destabilizzante quintetto che ricama canzoni (?) usando come filo le trame post-punk, e come ago le inflessioni metal(lare). Tutto ciò in poco meno di mezz’ora dove, una volta definiti i contorni dell’opera, addobba la stessa con splendidi intrecci noise e deliziose accelerazioni di matrice punk e hard-rock.

Insomma un cd che sorprende per le riuscite contaminazioni, senza perdere minimanente il sapore del (suono) crudo, tanto che paragonarli ai seminali Negazione, per attitudine e approccio alla materia, non sarebbe affatto eccessivo. Dell’orami defunta formazione torinese ricalcano, infatti, la tendenza a mantenere un’alto livello di ‘entropia’ sul piano compositivo; perciò ritmi forsennati e liriche, come detto in apertura, tanto dissacranti - basti pensare a “L’import-ante é divertirsi”, dove il tentativo (riuscito!) è quello di mostrare una delle situazioni squallide che genera la religione cattolica - quanto politici, nel senso più lato del termine. Ancora più sorpredente - e ovviamente dissacrante! - la reprise di “Apro gli occhi e ti penso”, in origine intestata a l’Equipe ’84 di Maurizio Vandelli e qui semplicemente rivisitata in una godibilissima chiave punkettona da ‘pogo’ selvaggio.

Un acquisto consigliatissimo, non solo per il prezzo bazza di 11,50 euro, ma soprattutto perché ci sembra il primo vero disco ‘punk’ - non solo nella forma! - da qualche tempo a questa parte.

Tracklist

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