Thony Birds 2012 - Pop

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uUn album dal respiro internazionale. Un disco maturo, davvero. Primascelta

Aspettavo questo album anche per una ragione pragmatico-feticista. Mi ero innamorato a primo ascolto di “With the Green in My Mouth”, ottimo esordio che purtroppo aveva però un grande difetto: non era disponibile su supporto fisico. Anche quando, accompagnando Thony sul palco della Collinetta alla scorsa edizione del Mi Ami, ho chiesto direttamente a lei se per caso non avesse in giro una copia che le ballava, mi disse di no, che non lo aveva praticamente mai stampato fatta eccezione per pochissime copie non propriamente ufficiali.
Mi è dispiaciuto, e lei sembrava a sua volta sinceramente dispiaciuta notando la mia delusione. E per rimediare, mi ha rassicurato garantendomi che dopo l'estate sarebbe uscito il nuovo album, con tanto di supporto fisico. Eccolo qua, e contiene anche alcuni brani dell'esordio. Perfetto.

Il fatto è che continuo a ostinarmi a credere – ancora nel 2012 – che ci siano album che meritano qualcosa di più rispetto a qualche decina di MB di spazio su un hard disk. Meritano un posto sullo scaffale e, perché no, meritano anche le ditate e le inevitabili rigature sul dorso, ché qua non esistono mica solo i collezionisti maniacali, ci sono anche quelli disordinati e faciloni, è così che va il mondo. Comunque sia, credo che determinati album meritino più di altri una dimensione fisica che accompagni quella musicale, che ne evidenzi l'importanza tramite il coinvolgimento di più sensi: tatto, vista, udito, un oggetto da avere, toccare, guardare, mostrare e ascoltare. E “Birds” - uscito in contemporanea con “Tutti i Santi Giorni” il nuovo film di Paolo Virzì di cui Thony è protagonista – è sicuramente fra questi.

Dal punto di vista delle sonorità, della scrittura e della capacità di evocare immagini attraverso la musica, “Birds” è assolutamente ineccepibile. Musica fatta bene, una matrice folk che si lega con una voce a tinte soul, così come insegnato da illustri modelli come Cat Power, Joan As Police Woman o Feist, a cui è praticamente impossibile non fare riferimento. Ma il fatto è che, ascoltando “Birds” e immergendosi nell'universo musicale di Thony, quei suoni e quelle atmosfere diventano irrinunciabili, necessari, totalmente suoi. La voce dolce e i testi intimisti sono i protagonisti assoluti di questo lavoro, sia quando si parla della splendida “Home” – costruita su delicate armonie di chitarra acustica, piano e archi – che quando si fa riferimento a “Sam”, dall'indole più rock e dal piglio più aggressivo. È un disco maturo “Birds”, lo è davvero. Ed è quasi sorprendente per via della forza e della classe con cui riesce a imporsi, confermando Thony come uno dei nomi più interessanti nel panorama italiano. Sono storie di amori e insicurezze, rappresentate attraverso un'interpretazione che a tratti sfiora la perfezione (basta ascoltare “Quick Steps” o “Flower Blossom”, pezzi di una bellezza davvero struggente). Anche senza aver mai visto il film che questo lavoro accompagna, le immagini si creano in automatico nella mente traccia dopo traccia, in un viaggio fra suoni ed emozioni: dai momenti più coinvolgenti, come è il caso dell'ottima “Paper Cup” con clap e cori che guidano verso atmosfere che nulla hanno da invidiare ai Fleet Foxes più ispirati, fino a ottimi inserti strumentali carichi di drammaticità come “Blue Wolf”. Interventi mai invasivi di basso e batteria chiudono il cerchio e danno ulteriore forza a pezzi già di per sé splendidi come “Dim Light”, che ti spappola il cuore con affascinante malinconia.

“Birds” è un vero e proprio gioiellino, un album dal respiro internazionale. E ora staccati dal computer e vai in un negozio di dischi (sì, esistono; ne restano pochi ma esistono davvero). Perché questo è uno di quegli album che meritano di essere tenuti fra le mani.

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La recensione Birds di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-10-22 00:00:00

COMMENTI (7)

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  • andreacasale 7 anni Rispondi

    E' uno dei lavori più belli usciti in Italia negli ultimi anni

  • faustiko 9 anni Rispondi

    @Satanasso mi sa che non sei d'accordo neppure con te stesso... ah, e il "disco televisivo" non è per forza Festivalbar - sempre che tu non abbia le posizione da talebano e per di più integralista.

  • Satanasso 9 anni Rispondi

    ... e dimenticavo, sarebbe più opportuno che specificassi che "tu hai bisogno di dischi televisivi", piuttosto che estendere le tue personali esigenze all'intero genere (dis)umano; a meno che non fosse plurale maiestatis

  • Satanasso 9 anni Rispondi

    Negli anni 70, non dicevo lo stesso di Battisti e Mina... lo dico ora per Thony... e cerchiamo di non essere supponenti, eh?

  • faustiko 9 anni Rispondi

    Abbiamo tanto bisogno di dischi televisivi... nei '60 e nei '70 avresti detto lo stesso di Mina, Battisti e compagnia cantante che in tv ci andavano ogni sabato sera?

  • Satanasso 9 anni Rispondi

    Mmm... esternazioni quali "Mi è dispiaciuto", "La mia delusione", e in generale un'aria da apolegeta in orgasmo, fanno un tantino dubitare sull'obiettività della recensione; per un disco, a mio modesto avviso, dozzinale - ma che dico! -, meglio dire 'televisivo'.

  • assoste 9 anni Rispondi

    hm ok. Lo prendo. Convinto. Ma "with the green in my mouth" c'è modo di recuperarlo? eeeeeh? thks