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RECENSIONE
21/12/2012

Il duo Luigi Benedetti-Federico Gioacchino Uccellani debutta sulla lunga distanza con gli undici brani de “La Ricostruzione Delle Forme”, album decisamente eccentrico, dove elettronica, psichedelia e prog (solo per citare i generi principali) si vanno a mescolare tra loro in maniera spesso poco convincente.

L'apertura del disco è affidata alle anguste note di “La Collisione...” che, sciogliendosi in estesi deserti sonori, apre alle infinite evoluzioni de “Il Letargo Del Vento” (hard rock, inserti prog, assoli di chitarra e molto altro) e alle ampie aperture pop di “Controluce”. “Anticamera”, scura e nervosa, crea intensi momenti di angoscia (prima di aprirsi), lasciando spazio sia alle brevissime “Irrinunciabili Piaceri” e “Profondità Organizzata”, sia alle atmosfere lente e coinvolgenti (deviate poi in rock nervoso e veloce) di “Perchè Spesso Si Sfocia Nel Dramma”. I trentaquattro secondi di “Conduzione”, infine, introducono i tormenti ectoplasmatici de “La Fioritura Dei Profumi" e gli oltre nove minuti di apparente linearità e pace de “Il Guanto Spoglio”, mentre “...E L'Eccezione Che Distrugge La Regola” conclude su atmosfere alienate ed oppressive.

I due musicisti propongono un disco estremamente difficile da metabolizzare. Ogni canzone (spesso caratterizzata da un ampio minutaggio) cambia faccia troppe volte, non segue nessuno schema e fa fatica a proporre momenti realmente interessanti o accattivanti (le melodie vengono messe da parte a favore dell'eclettismo). Insomma, provate a pensare a dei Mars Volta muniti di minor capacità tecnica, gusto per la melodia e originalità d'idee e avrete i La Visione, L'Ombra E Le Forme.

Tracklist

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