15/11/2012

Che l’ambient music non sia semplice easy listening è una certezza, e non serve che Brian Eno ce lo ricordi. Detto questo, non è così facile trovare suoni elettronici che non siano house, techno o drum’n’bass e che riescano comunque ad avere una sensibilità pop e quando questo accade non si può che rilassarsi e godersi l’ascolto. E’ questo quello che succede mentre il “Traffico di pulsazioni” sintetizzato da Davide Matrisciano scorre nel sottofondo di una giornata qualunque. Le suggestioni sonore creano soprattutto melodie semplici e orecchiabili, talvolta dolci, e anche i rumori più ostici difficilmente si rivelano un fastidio fine a se stesso.

Un lavoro ambient costruito a metà come un disco pop con canzoni che superano raramente i tre minuti e ostentano esplicitamente una chiara linea melodica. L’altra faccia di questo album è più indecifrabile e oscura: ai momenti più catchy si alternano atmosfere introspettive dove la direzione si perde subito e non ha senso mettersi a cercare una luce per capire dove si sta andando.

Se il lato più pop di questo disco non è da sottovalutare e regala piacevoli emozioni (“Gente in piazza”, “Incredibili visioni”) non si può dire lo stesso per la parte più noise e sperimentale dove la potenza si disperde in maniera confusa e senza mai esplodere in maniera avvolgente.

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