Gli Sportivi Black Sheep 2012 - Rock'n'roll

Disco in evidenzaBlack Sheep precedente precedente

Un gancio rock'n'blues che ti mette K.O.

Quando ho letto la tracklist di “Black sheep” ho pensato che potesse formare un periodo intero (per quanto, lo ammetto, un po' sconclusionato) “Gimme your hand baby, I'm a cop. The black cat goes back talking about I'm going to Mexico. How dows it feel commit suicide?”.

A parte i miei deliri, un immaginario vero esiste dietro il disco de Gli Sportivi, “cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera”. Un EP intriso anche di musica che non si arrende, ma lotta, suda, impreca e spera, il rock'n'blues di batteria, chitarra e voce, sporco ma non lo-fi, aggressivo ma non-violento, con un ritorno alla purezza del rock che affonda le sue radici nella musica nera d'oltreoceano.
Dal rock'n'roll di “Gimme gimme your hand” e “Talking about”, fascinose canzoni dove la percussioni negre si fanno martellanti, alle suggestioni da cinematic music di “I'm a cop”, vicina a quelle interpretazioni delle colonne sonore poliziesche affrontate dai Calibro 35, passando per la rarefatta “Black cat”, completata dai riff di chitarra alla Greg Dulli, questi brani si trascinano nelle prime due decadi di musica elettrificata, ma poi, sul finale, cambiano faccia, si ammorbidiscono prima con l'anima inglese di “How does it feel” e concludono con la sporchissima, quasi proto-grunge, “Committ suicide”.

Non c'è solo proto-grunge, ma anche post-grunge, perché su “Black sheep” aleggia il lato oscuro di personaggi come Mark Lanegan, senza dimenticare gli esperimenti più recenti di coppie chitarra-batteria che hanno dimostrato come l'essenzialità dei due strumenti alla base della nascita del rock'n'roll sia più che sufficiente per creare fascinazioni sonore: i Black Keys, i White Stripes e perché no, i nostrani Bud Spencer Blues Explosion (sebbene, bisogna dirlo, Gli Sportivi siano molto meno patinati). Curiosissimo l'art-work del disco, dove un pugile su un ring manda K.O. l'arbitro con un bel gancio. “Black sheep” è tutto un tiro, proprio come quel pugno: deciso, in pieno viso.

---
La recensione Black Sheep di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-01-19 00:00:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia