Compilation Beyond the sound 2002 - Strumentale, Elettronica

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28/09/2002

Mi stupisco sempre di come certi generi musicali, nati in modo estemporaneo e apparentemente inadatti a ulteriori elaborazioni, abbiano poi goduto nel tempo di una fortuna incommensurabile. Uno di questi generi è sicuramente il punk-rock, una musica che per le sue istanze (i 'due-accordi-due' e il 'no-future') sembrava destinata ad esaurire la propria carica nel giro di un paio d'anni ed è invece sopravvissuta fino ai giorni nostri adattandosi come un camaleonte a tutti gli stili con cui è entrata in contatto. Probabilmente nemmeno Brian Eno si aspettava che la musica ambientale di sua invenzione avrebbe trovato sviluppi e contaminazioni talmente ampi da mantenerla in buona salute anche dopo trent'anni.

A testimoniare il favore che l'ambient-music gode in Italia - nonché le numerose variazioni possibili che questo genere può recepire - è una piccola, ma agguerrita, etichetta indipendente, la Oltreilsuono di Roma, che con questa compilation stila un consuntivo della propria attività dando voce a una serie di musicisti, gruppi, progetti, tanto oscuri quanto interessanti.

Il comune denominatore di tutti i contributi è appunto la musica ambientale generalmente considerata dal suo lato oscuro, ma le cui istanze si rivelano a un ascolto puntuale, quanto mai varie. Si va dal puro isolazionismo di Amon e Regivar, alla musica concreta di Nefelheim e di Nimh (la cui "Streets of Teheran" riproduce il suono di una strada trafficata). Echi di glitch-music sono percepibili nel lavoro di Car, mentre Anofele è più incline alla musica industriale e Daniele Pecorelli si ispira chiaramente alla new age. A chiudere un lungo brano live del progetto Ku che sembra rievocare paesaggi monastici attraverso il mood dei Pink Floyd più spaziali.

Certo, nella maggior parte dei casi si assiste a rivisitazioni di idee già espresse altrove, quando per questo genere di musica l'originalità è un fattore a dir poco essenziale. Sono tuttavia positivi sia lo spirito di iniziativa di questa etichetta, sia la competenza tecnica di tutti i musicisti all'opera, elementi questi che rendono la compilation di sicuro interesse e fanno sperare in fertili sviluppi.

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La recensione Beyond the sound di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-09-28 00:00:00

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