01/10/2013

Rude, storto, impreciso: il punk è così, e i Box Demolition percorrono questa strada nel modo più tradizionale, coi suoni sporchi, la voce strappata e strizzate d’occhio alle classiche band di riferimento. Partono con due brani in italiano che francamente non colpiscono, mentre le tracce in inglese hanno una buona energia, sono carine seppur sgangherate e adolescenziali, e con un anacronismo di fondo che fa sorridere, che non è neanche una critica ma un semplice dato di fatto, credo che loro siano i primi a saperlo. Poi si torna all’italiano e si piomba di nuovo in uno stato di inutilità permanente: “Africa” è insostenibile, “Niente da Perdere” e le sue liriche discutibili, “Se Passerà” e le sue liriche inaffrontabili. Ideale per feste del liceo o serate teen dominate da ubriacatura molesta, questa musica è un gioco, ci si diverte a farla e un po’ meno ad ascoltarla: è proprio il caso di dire, affettuosamente, “No future for you”.

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La recensione Box Demolition - Recensione - Banale di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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