NANA BANG! NANA BANG 2013 - Lo-Fi, Psichedelia, Pop rock

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Uno sguardo in su; una sbirciatina sotto la gonna di chi abita in paradiso...

Facciamo un piccolo copia e incolla per dare le coordinate generali, poi dirò la mia. Anche perché in cinque righe i NaNa Bang! praticamente dicono già tutto quello che c’è da dire del disco dal punto di vista strutturale / logistico. Non vedo perché non riportarlo così com’è. Tra l’altro questa intro ci regala anche parecchi spunti per il discorso.

NaNa Bang! è il nome scelto da Andrea Fusari e Giuseppe Mondini per il loro nuovo progetto. Un duo che nasce dalle esperienze dei due già navigati musicisti: insieme nei Gurubanana (gruppo che coinvolge Giovanni Ferrario, già nei MiceVice ed al fianco di Scisma, PJ Harvey, John Parish), con Meteor, LPETZ, Ettore Giuradei e l'ex Modena City Ramblers Cisco Bellotti per Mondini. Il sound è minimale ed evocativo, a metà strada tra indie rock e reminiscenze “paisley”, in salsa rigorosamente lo-fi. Il formato è portatile, a basso impatto ambientale e contro il logorio esistenziale. Tra piccole eternità e perdite momentanee di memoria acustica.

Eccoci. NaNa Bang! Otto pezzi. Un buon disco fatto da gente esperta, che sa come fare un disco, ma, più di tutto, sa cosa vuole da un disco. Se questi registrano dei pezzi lo-fi, non è perché non hanno i mezzi per registrali hi-fi: è perché lo vogliono fare così. Quando si parla di formato portatile, è perché i NaNa Bang! In meno di venti minuti hanno deciso di concentrare tutto il loro suono, e non perché il cd te lo puoi portare a spasso. “Nana bang” è un disco tascabile per concetto. E per scelta, cosciente. Poi… Poi tocca a “Stroll”, pezzo numero sei in scaletta; ci arrivi lanciato, dopo una decina di minuti di tutte le cose scritte qui sopra. “Stroll” è un omaggio a “Vicious”, di Lou Reed. Palese, lampante. Cercato e voluto. Qui si apre un mondo. Il mondo della consapevolezza. Il mondo dei musicisti che non hanno paura di dire le cose chiaramente, senza mezzi termini, registrando dischi molto diretti, al limite dell’esplicito. “Nana bang” è uno di questi dischi, la bellezza della sintesi. Musicalmente parlando non è di certo un passo avanti (per dove poi? A volte i generi è bello esplorarli e basta), ma nemmeno di lato o, dio ce ne scampi e liberi, indietro. Direi più che questo album è uno sguardo in su, una sbirciatina sotto la gonna di chi abita in paradiso. Andrea Fusari e Giuseppe Mondini sanno come si fa. Volevano farlo. L’hanno fatto. Old school.

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La recensione NANA BANG di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-04-18 00:00:00

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