Angus Mc Og Arnaut 2013 - Rock, Indie, Folk

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Cammini nell'erba alta, in aperta campagna: anche ora, neve o meno.

Per terra c'è ancora neve, e dunque immaginarsi a camminare nell'erba alta un metro in aperta campagna ti viene al momento un po' difficile. Eppure, lasciar correre un pochino il pensiero e figurarsi un campo incolto davanti a te, in quel tempo un po' sornione che possono essere le sei di sera, non è impossibile, quando hai nelle orecchie un disco come questo di Angus Mc Og.

Con i fiati e gli archi di "Siddharta", e l'educato harmonium all'inizio di "The fire sermon", che si muovono schivi sotto la voce di Antonio Tavoni (che è Angus e non lo è, visto che altri musicisti lo accompagnano), e con quegli echi di Elliott Smith che giungono da  "Fisher King" e "Beyond Ancona Harbour". Con due gioiellini come "Chaos is busy" e "Jonah", talmente spontanei, poco costruiti all'apparenza, che ti sembrano quasi capitati per caso nelle orecchie. Non è una qualità da poco, per una pop song.

E non mancano i momenti di pathos, quelli in cui chissenfrega se qualcuno ti sta guardando, e finalmente ti metti a correre: come "Wasted", un pezzo che sembra uscire da una scaletta degli Okkervil River. Con "Never again" il sole delle sei sta ormai scendendo, uno dei fili d'erba l'hai staccato da terra e te lo metti in bocca, alla fine nei cartoni animati lo facevano tutti. Ti incammini verso casa, in tutta calma, su "The coal song", con i fari delle automobili che iniziano a sfrecciarti intorno. La neve si è sciolta, nel frattempo.

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La recensione Arnaut di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-02-20 00:00:00

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