Eugenie Ciò che vorrei 2002 - Indie, Grunge, Alternativo

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Conosco il lavoro degli Eugénie dal loro penultimo demo, che all’epoca non mi aveva convinto pienamente ma aveva di certo stuzzicato la mia attenzione più di molti altri ascoltati in questi anni. Adesso, dopo tanti sforzi, approdano al primo disco con la collaborazione della Edgar records, etichetta che può già vantare nel proprio catalogo un titolo dei bolognesi Alix.

I cinque ragazzi di “Ciò che vorrei” sono invece trentini e quest’anno hanno rappresentato la loro regione sul palco di “Arezzo Wave”, quasi a dimostrare che l’opera prima coincide con la maturità artistica. E difatti le 12 tracce che prenderemo in considerazione, ci dicono di una band che realizza un grande disco di ‘rock italiano’ che farebbe invidia a tanti altri colleghi - i quali possono magari vantare un contratto per una grande major ma che di certo non hanno la stessa carica emotiva.

L’opener “Illuminarsi” è emblematico in tal senso, dove al ritmo serratissimo dettato dal violino si alternano gustose aperture melodiche. Oppure “Perfetto manichino”, che, tanto per intendersi, sta agli Eugénie come “Elymania” sta agli Afterhours. Altrettanto bella è “Chiudendo gli occhi”, forse perché potrebbe essere letta come un altro tributo alla compagnia di Agnelli del periodo di “Hai paura del buio?”. Se arrivati a questo punto della recensione avrete forse pensato che il quintetto sia fin troppo schiavo del modello, dovrete però ammettere che la proposta ha diversi spunti notevoli. Ascoltando magari “Il tradimento”, affresco sonoro di soli archi ottimamente concepito, oppure “Chiudendo gli occhi”, intensissima ballata che tradisce influenze spagnoleggianti.

Un po’ più scolastisci episodi come “La mia grande vanità” e “Domande per un umile”, prescindibili nell’economia del disco. Perfettibili, invece, le tracce live (“Straziante abito”, “Entronauta” e “Cervello esile”), riempitivi anche interessanti ma che ci sembrano inficino il giudizio sul disco perché la registrazione live non è sicuramente delle migliori.

Più comprensibile - e apprezzabile -, invece, l’esperimento effettuato su “Quello che non mi dai”, dove i Nostri affidano l’arrangiamento e il mixaggio a Punto.exe, il quale gioca con la struttura del pezzo lasciando però invariata la ‘sostanza’.

Sarebbe tuttavia un vero delitto condannare un lavoro che, al di là delle imperfezioni formali, suona molto bene e ci fa sperare benissimo per il futuro del rock nostrano. Magari fra qualche tempo li vedremo incidere per una major: non ci sarà da meravigliarsi, perché questi Eugénie sono tutto tranne che ‘fuffa’.

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La recensione Ciò che vorrei di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-10-29 00:00:00

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