Katmandu s/t 2002 - Rock, Alternativo

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Tempo fa, ero rimasto favorevolmete impressionate dalle raffinate evoluzioni di una band chiamata Katamndu. A distanza di mesi ricevo con grande piacere e curiosità il "seguito" di un progetto che sembrava avere tutte le carte in regola per crescere a tal punto da meritarsi un posto di primo piano.

Viste le premesse non potevo che avvicinarmi con grande trepidazione all'ascolto di questi cinque brani, è forse per questo che un pizzico di delusione accompagna il mio giudizio.

Rispetto al passato, i Katmandu sembra avere meno urgenza espressiva e voglia di mettersi in gioco con soluzioni rischiose, per questo, quasi a voler giustificare una certa mancanza di ispirazione, tendono a nascondersi dietro le melodie e alla fantastica vocalità di cui dispongono.

Certo, il loro rock elettroacustico intriso di swing è sempre molto affascinante con tutti quei riferimenti a Jeff e, soprattutto, Tim Buckley, ma il risultato appare talvolta annacquato e privo di quell'incisività comunicativa che mi aveva fatto esultare in passato.

A partire dalla scrittura dei testi, talvolta interessanti talvolta stucchevoli, fino ad arrivare alle scelte strumentali, la musica dei Katmandu sembra frenata nell'espressione delle sue qualità.

Il mio giudizio è forse fin troppo critico, ma ero rimasto talmente deliziato dal precedente lavoro da sperare in uno scatto decisivo. Questo demo rimane comunque un lavoro che lascia trapelare il talento ben al di sopra della media di cui i Katmandu dispongono, ma proprio per questo è giusto non conceder loro alcuna attenuante, invitandoli a non disperdere il loro potenziale perchè sarebbe un peccato.

Stima e fiducia intatte, ma mezzo passo indietro rispetto alle attese.

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-11-10 00:00:00

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