Bane AIRWAR ep 2013 - Elettronica

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Dubstep spezzato e ritmi che mandano il cervello in vacanza. Batman non ha scampo

L'infallibile fascino del mistero. A volte puzza un po' di fregatura, ma funziona sempre tanto bene. Garantito.
A essere onesti non so se dietro il nome di Bane e il suo costume dai colori sgargianti con passamontagna annesso si celi realmente un oscuro ragazzone di origini africane che da un angolo della strada di San Salvario – Torino – è andato all'Astoria a incontrare Guido Savini della crew/label Srsly. La leggenda narra che non abbia lasciato nessun contatto, nessun nome. Solo un CD con registrate delle tracce. E ogni tanto compare, per sbrigare i suoi affari di musica non appena ha finito di sistemare quelli di strada. Questa è la storia ufficiale. Ma per quanto ne so, potrebbe essere tutta una messinscena, una mossa di marketing per creare una sorta di Burial de noantri.

Non ho idea di cosa ci sia dietro quella maschera. Ma poco importa, perché so quello che che c'è davanti: un suono oscuro, potente, bello e disturbante al tempo stesso. Chiunque si nasconda dietro il nome di Bane – che sia un operaio della fiat, un brufoloso nerd o il cattivo di Batman – ci sa fare. Inutile farsi altri problemi. Savini non se ne è fatti quando si è trovato fra le mani l'EP “AIRWAR”. Si è solo limitato a constatare che era roba forte. Elettronica sporca, oscura, fatta di suoni minimali che si fondono con voci alterate, rimbombi della Torino industriale e ritmi tribali. “Rough Thursday” vuol dire tuffarsi a occhi chiusi in un mondo musicale cupo, caratterizzato da un incedere lento ma inquieto, più volte in bilico sulla sottile linea che separa armonia e rumore. È un sound che ti si stampa subito in testa con l'ipnotica title track “AIRWAR”, raffinata amalgama di melodie ridondanti e cadenze post (post) dubstep sovrastate dalla voce di Bane (quello cinematografico). Roba su cui mandare il cervello in crociera per svariati minuti, con il rischio che vada poi a perdersi al largo trascinato da ritmi spezzati e riverberi.

Sono otto tracce da cui uscire illesi è impossibile, cariche come sono di contrasti. Eppure così è: questo è Bane. E di lui non si sa niente. Ma una cosa è certa: se questo è davvero il suo potere, Batman non ha scampo.

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La recensione AIRWAR ep di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-01-25 00:00:00

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