Miranda asylum: brain check after dinner 2013 - Sperimentale, Indie, Punk-funk

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A quattro anni dall’ultimo disco, tornano i Miranda in cerca di melodie tra distorsioni, contaminazioni e tanta voglia di sperimentare.

Nella no wave non conta l’onda, conta il no. Vale il rifiuto, la contrapposizione, il momento di rottura e la zona critica da attraversare a mani nude. Sperimentare nelle trame e negli accordi, nei suoni distorti e tra voci che recitano, stigmatizzano, urlano pure, ma poco, ché non serve. Se chiudersi equivale a impazzire, sono in dirittura d’arrivo per l’alienazione, e lo siamo un po’ tutti, perché non si tratta soltanto di manicomi, prigioni e barriere fisiche, come cantano i Miranda, ma del virtuale che supera il reale, della difficoltà montante di vivere e adattarsi alle situazioni, di avere un ruolo, sia anche quello di ribelle.

In “Asylum: Brain Check After Dinner” non conta il risultato, ma l’intento: o meglio, l’esito è dettato dagli stratagemmi mentali di chi suona, dalle chitarre stressanti che ti inseguono mentre cerchi di pensare (“Mohamed Bouazizi” ne è un esempio lampante), da uno stato permanente di tensione che permea le ore più tranquille e ti fa cambiare pelle in una sorta di muta stagionale allucinata. “Nothing Better Than A Morning Fuck” è un mantra ipnotico giocato su rumori reiterati come continue punture d’insetto, “Arabs On The Run, Psycomelette” coi suoi campanelli da carillon che si infrangono in un oceano di effetti quasi fosse calma eliminata da un tornado, le perversioni kraut nei due minuti di “Holy Ravioli In A Drug Free Zone”: come frullare vorticosamente spunti hip-hop con i Liars, Sonic Youth con tendenze berlinesi, ossigeno e gas urticanti, in un crossover ricchissimo e denso dove è impossibile trovare uno spazio vuoto, un tassello mancante, una pausa di qualunque tipo.

Bello, pieno, nervoso quanto basta, il nuovo lavoro dei Miranda, a quattro anni di distanza dal precedente, è un pugno dritto e teso nello stomaco di una giornata piatta e melodica, è un no perpetuo e ridondante a mille cose, è uscire e dire basta perché la testa non ce la fa: perché l’onda non conta, questo è l’essenziale.

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La recensione asylum: brain check after dinner di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-03-08 00:00:00

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