28/03/2013

Quando la bellezza è nel miglior respiro dell’universo femminile, declinato nelle profondità nascoste di un istante sereno e consapevolmente fallibile, da un punto a un altro, con passi leggerissimi quasi fosse abbandonarsi su nuvole di stupore. E che senso ha lo stupore, la meraviglia, se non il ricordo infantile di stare sognanti dietro ai vetri a fissare il cielo, per osservare con quegli occhi che presto si perdono i primi fiocchi di neve della nostra vita. Come un’epifania che gioca tra memorie e fantasmi, “Dot To Dot” è assieme quello sguardo, e pure una via di fuga dalle sensazioni più reali, un angolo lontano illuminato e limpido, dove nascondersi per bene e distendersi tra magie e percorsi mentali morbidissimi.

E in ciò che pare complesso trovi l’immediatezza, il colpo preciso che non va di striscio al cuore ma lo centra abilmente, per non uscirne più: questo mi sorprende, perché ogni traccia rimane, è liquida nei movimenti ma non scivola via, ha una sua presa, forte e decisa nella sua andatura leggera. Già da “See You Sun” comprendi che questa non è musica da sottofondo, non accompagna scene di vita quotidiana ma le crea, cambia l’umore, spinge verso inesistenti lidi che solo lo stupore può creare. Lo stupore, già, parola che ho usurato in queste poche righe, eppure così calzante da ripeterla all’infinito: per la luce di “No Way” che sembra il sole in una stanza quando sai che durerà poco, e ancora sole e arcobaleni multipli dal sapore di fine imminente in “Oceanic Landscape”, impreziosita dalla partecipazione di Franco Battiato, e i sintetizzatori diventano macchine in grado di modificare lo spazio e il tempo, di accogliere lacrime e sorrisi e i gesti che ci scambiamo ogni giorno tanto inconsapevolmente da essere diventati ormai alla stregua del pranzo e della cena e del sonno.

Dream pop, shoegaze, i risvegli notturni e i dormiveglia in pieno giorno, lo splendore di “So Far Dear America”, la bellezza nel respiro, lo stupore nello sguardo: le Lilies On Mars (ovvero Lisa Masia e Marina Cristofalo) lasciano il mondo in disparte per creare un rifugio fantastico, dove il resto non conta, e io non posso far altro che innamorarmi perdutamente: per me, un coup de foudre, cos’altro aggiungere, se non la vostra meraviglia.

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La recensione Lilies on Mars - Recensione - DOT TO DOT di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/08/2019

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