06/02/2014
Canta con la gola Gomer. Ha una voce carica di frequenze medie e pensieri invece equalizzati a dovere. "Ma non dovevo diventare come i Beatles?" raccoglie riflessioni personali, autocritiche ed ironiche boutade con l'occhio strizzato all'ascoltatote senza pretese, quello che ama sentirsi a casa quando ascolta un disco.
Un album folk, poco diverso dal precendente (per l'esattezza con una sola traccia in più) contenente sei sassolini che Lorenzo Pizzorno aveva nelle scarpe da tempo e che si toglie uno ad uno con estrema cura facendo attenzione a non gettarli troppo distante, li tiene vicino per ricordarsi che forma hanno.
C'è spazio sufficiente a contenere tutte le anime della band tra le pietruzze, la cifra è quella di Paolo Benvegnù, l'immaginario accomunabile alla provincialità pop del Ligabue acustico, atmosfere groove malinconiche e noir all'italiana dove si rintracciano gli spettri di un'età, quella dei trent'anni, piena di rammarico coscente ed incazzato.
La traccia numero due L'estate è falsa è la novità rispetto al vecchio disco ed è una fotografia in gradazione di grigi di una stagione passata inerte, mentre il contorno sboccia di colori, il protagonista rimane insensibile al fascino femminile, ai fenomeni atmosferici e ai bambini che scorrazzano nei suoi stessi ricordi. Dalla chitarra colano gocce di sudore.
La domanda che da il titolo all'album dei Gomer, anche se già contiene la risposta, è quanto mai retorica, "Ma non dovevo diventare come i Beatles?". Come a dire, ai Beatles non ci arriverò mai, ma sono uguale a loro più di quanto possa sembrare: mi esprimo attraverso la musica e sono quello che suono e canto.
 

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La recensione GOMER - Recensione - Ma non dovevo diventare come i Beatles? di Carlo Tonelato è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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