L'orso L'orso 2013 - Pop, Folk, Twee

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L'amore a tempo di folk lo-fi ai tempi dell'Ikea e della nostalgia per Dawson's Creek.

Se è vero che la Storia si ripete, per gli hipster del 2030 la Garrincha dischi sarà una specie di baule delle meraviglie da cui pescare roba da sdoganare. Io, se fossi una hipster del 2030, rivaluterei L'orso più che Lo stato sociale o L'officina della camomilla, per il suo piglio bucolico che lo rende (all'apparenza?) meno paraculo e più genuino.

Anche se nessun salto di qualità sostanziale è stato fatto rispetto agli ep con cui hanno già fatto abbondantemente parlare di loro (sempre giovanilistico, sempre ombelicale e infarcito di una nostalgia delle cose minime che alla lunga può diventare noiosa e dozzinale – quanto struggimento si può provare al pensiero delle audiocassette prima di cadere nell'effetto link “noi che...”?), l'insieme non suona supponente come certe cose dei succitati compagni di etichetta, e quindi più simpatico. E innegabilmente accattivante: sicuramente per via dei testi da catalogo dell'iconico-pop e del luogocomunismo post-adolescenziale - “volevo la vita di James Van Der Beek”, “era meglio il demo”, “La provincia ci ha uccisi”, “non so se hai ancora quel numero che avevi alle medie sulla scheda della Omnitel” – ma anche per il tono casual dell'insieme, dalle melodie semplicissime e fischiettabilissime al sound radicalmente lo-fi, con giusto qualche tocco di folk di paese e di tropical a smorzare il rischio di monotonia, al cantato disimpegnato stile “canticchio nel tuo salotto solo per te e quattro amici sul divano”.

Se fossi una hipster del 2030 direi che queste fotografie di amori e tormenti da ragazzo qualunque altro non sono che la versione 2.0 delle fotografie di amori e tormenti da ragazzo qualunque di cui cantavano gli 883: negli anni novanta c'erano i tappetini nuovi, l'arbre magique e Claudio Cecchetto, negli anni dieci ci sono gmail, le gif animate e, fatte ovviamente le dovute proporzioni, la Garrincha. Ah, poi sì, se fossi una hipster del 2030 andrei a cercare nei manuali di diritto se per caso nel 2010 o giù di lì fosse stata emanata una legge che imponeva ai gruppi indiepop una quota minima di citazioni dell'Ikea in ogni album.

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La recensione L'orso di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-05-03 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • alestrade 8 anni Rispondi

    APPLAUSI AL RECENSORE...

  • lorso 8 anni Rispondi

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