29/04/2013

Sicuramente debitore della scuola cantautorale genovese, Giacobs si regala alla soglia dei trent'anni il debutto discografico “La rivoluzione della domenica”, album registrato presso gli Hilary Studio di Genova.

Una forte inclinazione poetica dei testi si accompagna ad un sound mai scarno: i 38 minuti dell'artista ligure si discostano dallo stereotipo del cantautorato spoglio chitarra-voce aprendosi a sezioni di fiati e passaggi che strizzano l'occhio al rock. Punte di diamante delle 10 tracce sono “Il leone e la gazzella sono qui in città”, storia in cui il cemento e le figure che popolano la metropoli diventano metafora della savana più selvaggia e “La rivoluzione della domenica”, title track robusta: il manifesto di Giacobs fatto di pop easy-listening e melodie accattivanti. Di rimando, brani come “Vivere vivendo” e “Tu non cambiare mai” cadono nel baratro della retorica: cantare i sentimenti più nobili in maniera originale è una trappola che Giacobs non riesce ad evitare ed il risultato fatica a coinvolgere l'ascoltatore, lo skip diventa scappatoia facile.

“La rivoluzione della domenica” non presenta grandi sbavature ed anzi si prospetta come il primo (riuscito) passo di un cantautore che sta ancora cercando la sua strada. Canalizzando le proprie esigenze artistiche nella giusta direzione ed evitando attentamente tonfi musicali, forza comunicativa e approccio personale potrebbero camminare di pari passo senza pestarsi i piedi. Aspetto i nuovi lavori.

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La recensione Giacobs - Recensione - La rivoluzione della domenica di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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