port-royal Kraken EP 2002 - Sperimentale, Indie, Elettronica

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Un disco di rarefatta bellezza. 4 pezzi che li ascolti e sei già al check-in di un aeroporto mentale o su un Tgv solo andata per l’Europa. Che questa è la musica adatta. Elettronica lo-fi, strumenti, umanità e macchine cioè quel discorso tutto post-moderno portato splendidamente alla ribalta da gente come i Notwist, per dire un nome à la page. Perché nessuno ha ancora parlato di post-umanesimo? Quando le macchine provano sentimenti. Quando la vita campionata entra e di conseguenza accompagna/muove/cambia la vita reale. Succede qualcosa del genere dentro questo disco. Come se la Marsiglia Records giocasse ad assomigliare alla tanto decantata tedesca Morr o come se i Port-royal fossero, chessò, dei Mum meno perfetti e più provinciali (vi rendete conto che nel campo musicale, in questo momento storico, l’Italia è più provinciale dell’Islanda ??? Pazzesco !!) che campionano la vita e la remixano pressoché in diretta, per riproporcela in tutta la sua contraddittoria e sfuggente e insensata bellezza. Per intenderci, come fosse soundtrack per un film d’Antonioni ringiovanito e post-Dogma.

Posti ideali per l’ascolto di questo Kraken Ep: Hannover (Germania), pieno inverno, neve per le strade e gelo, la saletta studio all’università di Design mangiando un kebab take-away e baciando una ragazza finlandese in Erasmus. Oppure Rennes (Francia), un monolocale con finestra sul parco, vento freddo e nuvole basse, giorni elettrici del Transmusical Festival, cucinando spaghetti e aspettando che lei torni dal TNB (teatro). Oppure, Milano (Italia), che come al solito è grigia livida e zuppa di pioggia, anestetizzati al mondo e a zero gradi mentali, soli, sdraiati sul letto con lo sguardo al soffitto e il rumore del traffico della circonvallazione interna incessante sotto le finestre, nessuna prospettiva se non una connessione a fibre ottiche. E restando in Italia un altro posto ideale per l’ascolto di questo Ep potrebbe essere, perché no, Genova. Da cui i Port-royal provengono. Magari come colonna sonora per una visita guidata al porto in compagnia degli amici filmaker austriaci venuti in cerca di location per un non ben identificato documentario finanziato dalla Comunità Europea.

Cose del genere.

Insomma avete capito, questo Kraken Ep è Musica Europea Contemporanea. Quella che quegli stupidi degli americani non sanno nemmeno cos’è. E anche se lo sapessero non avrebbero un briciolo di sensibilità per capirla…

(esemplare il packaging del cd: sintesi esatta di low-budget/gusto/raffinatezza/intelligenza)

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La recensione Kraken EP di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-12-12 00:00:00

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