24/07/2013

Regaz bolognesi coi pomeriggi spesi a spasso, in cerca di ragazze e dischi. Come dei Q and not U che hanno passato la maturità e ora stanno tutti iscritti al DAMS, a correr di straforo tra Via Zamboni e Belmeloro, i pugni nelle tasche e l'amore nei sacchetti della spesa. Quindi, velleità emo che passano e spassano sopra chitarre di zucchero e ritmi mat(h)ematici.

Cinque pezzi, un terzo EP che li disegna ancora meglio di quanto avessero mai fatto prima. I What Contemporary Means sanno scrivere belle canzoni, è un dato di fatto. Le fragilità, i passi incerti, i sentimenti, tutto preso e raccontato su questi tappeti di cartapesta che sembrano rompersi sempre e non si rompono mai. Fossi in loro mi metterei testa bassa, come non ci fosse domani, a tirar fuori altri dieci di questi piccoli post-it. Chissà non ne esca un disco bomba. Provare e poi eventualmente credere.

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