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album s/t - Gabin

Gabin

s/t

Virgin Music / EMI music 2002 - Jazz, Lounge, Easy-listening

RECENSIONE
13/12/2002

Nei negozi ormai da qualche mese, l’esordio omonimo dei Gabin ha riscosso successo ancor prima di esser pubblicato. È bastato infatti che il primo singolo, il tormentone “Doo uap, doo uap, doo uap”, venisse scelto per sonorizzare un noto spot televisivo, che i Nostri sono subito balzati all’attenzione di media e pubblico. D’altronde il genere musicale che caratterizza la proposta è spesso garanzia di successo; stiamo infatti parlando di ‘easy-listening’, formula che abbastanza facilmente riesce a catturare adepti in massicce quantità. Non inganni però la storia dell’ascolto facile per sottovalutare un disco che presenta anche passaggi raffinati, oltre che tentazioni modaiole e trendiste che in alcuni casi fanno storcere il naso.

Del primo estratto, infatti, abbiamo subito l’indigestione di ascolti spesso non desiderati, e per cui verrebbe quasi automatico svalutare il brano. Però è innegabile che la rilettura del pezzo, originariamente intestato a Duke Ellington, sia tanto azzeccata quanto gobile, come anche la ‘ruffiana’ “Sweet sadness” (rubata di soppiatto a Nicola Conte), la trip-hoppeggiante “Delire et passion”, la danzereccia “Gabin vs. cal’s bluedo” (che a sua volta richiama lontanamente i Montefiori Cocktail), la house raffinata di “Azul añil” e la techno di “House trip”.

Il resto, invece, non sorprende per originalità, pur contraddistinguendosi per la classe con cui si è provveduto alla manifattura. Considerazioni personali a parte, i Gabin nel complesso hanno saputo assemblare un’opera che desta più di una semplice curiosità. Rimaniamo quindi in attesa di conoscere gli sviluppi del progetto, magari valutandone la resa dal vivo.

Tracklist

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