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album The complete collection - Bosvelt

recensione Bosvelt The complete collection

2002 - Lo-Fi, Pop

RECENSIONE
14/12/2002

Le frenesie polistrumentali di Massimo Fiorio, gia membro degli attesissimi Slumber, danno vita a questa interessante (e interminabile) playlist di brani indie pop, presentata sotto il nome di Bosvelt, one-man-band che proprio recentemente ha acquisito la fisionomia di gruppo a tutti gli effetti.

I Bosvelt dimostrano come il genere musicale può essere ben più di una semplice definizione fine a se stessa, incastrandosi perfettamente all'interno di un pop da canticchiare. Come se il rock non fosse mai esistito, le composizioni si aggrappano saldamente ad un unico ritornello, con l'imprescindibile vincolo dei tre minuti a frenare qualsiasi tentativo di divagazione.

Attraverso l'uso congiunto di basi elettroniche, chitarre, synth e strumenti giocattolo, le canzoni dei Bosvelt delineano soffici e sdolcinate armonie pop, tra dozzinali forme barocche e deliziose melodie acustiche. Un dolce amalgama sonoro che guarda tanto all'insegnamento britannico, quanto al college pop indipendente americano.

Brani imperniati su strutture innocue, spesso immerse in una semplicità quasi grottesca ma assai avvolgente ed efficace, anche grazie a una sottile attitudine a rivisitare il tutto in chiave lo-fi.

Ventisei canzonette nostalgiche e scherzose, facilissime da fischiettare e con una attitudine fresca e spontanea, seppur troppo ingenua e sentimentale per non correre talvolta il rischio di sembrare stucchevolmente infantili.

A corredo delle note, una voce tenue, sussurrata e spesso filtrata, che decide di utilizzare l'inglese come idioma di riferimento, anche se la scelta si rivela solo parzialmente azzeccata, considerando che la pur buona padronanza della lingua non riesce a nascondere i forti limiti in fase di scrittura dei testi, fin troppo sbarazzini e superficiali per lasciare un segno.

Di fatto, un CD che alterna momenti di grazia purissima a pacchiane cadute di tono, così se da un lato Massimo Fiorio dimostra di saper essere elegante, emotivo e romantico, dall'altro tende a compiacersi troppo nella ricerca della melodia, finendo per ricadere in clichè fin troppo abusati e scontati.

Rimane comunque l'impressione di un progetto decisamente gradevole e davvero molto interessante, con un passo altamente commerciale, anche se con qualche limite di tenuta sulla lunga distanza. Discliplinati e ripuliti da un produttore severo potrebbero regalarci grandissime soddisfazioni...

Tracklist

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