Versailles 1976-1991 2013 - Rock, Punk, New-Wave

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Una miscela esplosiva di rock'n'roll radicale e post punk, per i romantici che amano ballare.

A Pesaro ci dev'essere una sorta di piscina miracolosa, come quella di Cocoon, dalla quale i musicisti traggono ispirazione per scrivere i dischi belli. Non mi metterò a fare l'elenco delle band uscite da quell'area con qualcosa in più degli altri da dire, perché lo sapete già. Prendiamo questo album: una copertina fenomenale, di horror e cheerleading, didascalica quanto basta. Come se la regina Marie Antoinette venisse decapitata con uno skate brandito da due ribelli usciti da un film di Larry Clark. I Versailles sono un duo di scapestrati alla seconda prova su lunga distanza, dopo quel "Dust & chocolate" che già aveva fatto ben parlare di loro.
"1976-1991" prende l'energia sghemba del garage la convoglia in 9 pezzi che trasudano post punk, voglia di danzare e spleen decadente, condito con un'ironia di fondo, rara in band dedite al culto del nero.

Nessun riempitivo, tutto a diritto, come un treno con i freni rotti, suonano il grunge di "2 Night" come fossero i White Stripes con Lux Interior dei Cramps alla voce oppure mischiano l'inglese con l'italiano in "H.V.S.", diventando una bestia ibrida con Iggy Pop e Freak Antoni come teste. Oppure ancora, nel singolone "Ma dov'è la severità", rendono divertenti anche riffoni in stile Nirvana, trovandosi a proprio agio anche in persorsi più noise, come nella chiusura di "Marenero". Fino ad arrivare al mid tempo finale di "Back in the '60s (+ fuoritema)" in cui appare il gradito fantasma dei Black Rebel Motorcycle Club e nel quale il fuoritema è veramente tale, un lungo ed oscuro spoken sull'amore, sopra una base berlinese d'altri tempi, un ottimo spunto per continuare (anche) così. Nessuna stronzata fatta al computer, aggiustamenti o strizzate d'occhio. Solo energia a profusione, rock'n'roll radicale, batteria e chitarra. Particolarmente indicato per quelli che sognano un mare nero ma vogliono anche ballare come se non ci fosse un domani. E suppongo siano in tanti.

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La recensione 1976-1991 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-03-27 00:00:00

COMMENTI (4)

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  • seymour 8 anni Rispondi

    :)

  • simonestefanini 8 anni Rispondi

    sì sì, conosco la loro storia, ma se ne parlava nella recensione precedente, non mi sembrava il caso di ripetere, ho preferito concentrarmi sull'ultimo lavoro.

  • seymour 8 anni Rispondi

    Dagliene secche! Discone della madosca! (Simone Stefanini, per la cronaca i due Versailles sono membri già attivi in passato con Damien*, Maria Antonietta, KeyLectric e Container 47) :-)

  • versailles 8 anni Rispondi

    :)