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RECENSIONE
20/12/2002 di Eliseno Sposato

Ancora una volta la provincia nebbiosa partorisce una banda rock che guarda agli States come patria virtuale. Anche per i Dago Red le radici sono perse nello stesso background che nel passato ha espresso gruppi di ottimo livello come Rocking Chairs, Cheap Wine e Circo Fantasma.

Proprio al gruppo milanese penso sia associabile la proposta che esce da questo cd autoprodotto; dieci composizioni che guardano a Dylan come icona inamovibile, raccontano storie di provincia perse fra nebbie e strade secondarie di springsteeniana memoria. Il canovaccio si sviluppa spesso sulle ballate dove le chitarre non sono mai eccessivamente rabbiose, ed il calore dell’hammond avvolge una prosa forse un tantino retorica.

Il limite di questo cd, che si lascia ascoltare volentieri, risiede forse nel già sentito, anche se, come sempre capita in questi casi, non è colpa loro se sono arrivati un po’ in ritardo. Forse si dovrebbe pigiare un tantino più sull’accelleratore, sporcare i brani ed accentuarne la vena blues.

Comunque sia, si avvertono molti margini di miglioramento.

Tracklist

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