Kutso Decadendo (su un materasso sporco) 2013 - Punk, Pop, Alternativo

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Canzoni da ascoltare dal vivo, per condividerne lo spirito pazzoide.

Perché in fondo c'è un kutsaro in ognuno di noi. Perdonate il becero gioco di parole, ma è fin troppo facile farsi contagiare dallo spirito kuts... cazzeggione dei buontemponi in perenne vacanza che sono i Kutso. Sbracati sul materasso sporco, i quattro continuano a dispensare pillole di filosofia della decadenza. Con la loro ironia diretta (anche troppo: dal diretto al banale il passo è breve) e scorretta (ma non sempre), rielaborano il concetto di “meglio bruciare subito che spegnersi lentamente” (“Emigrerò nell'aldilà prima che sia tardi, eviterò la terza età e i sogni infranti, non mi rincoglionirò non finirò in un centro anziani”, in “Eviterò la terza età”), si prendono gioco degli sfoggi di solidarismo da bancarella (“facciamo finta di volerci bene, com'è vero il tuo sguardo solidale, le mie parole giuste” in “Siamo tutti buoni”), cantano le gioie del suicidio (“sono felice, son contento, ho preso un litro di vino una penna e una busta blu e ora ho la testa chiusa nella busta, chissà se mi rimpiangerai”, in “Alè”). Con l'intenzione di non cedere alle facili lusinghe del demenziale, vorrebbero suonare un rock “serio”, e pescano ora dal grunge, con tanto di falsetto anni 70, ora da quello più cantautorale e decisamente figlio delle band italiane anni 90 (“Stai morendo”, ma anche la cover di “La canzone dell'amore perduto”), con un po' di ska e anche un tocco di romanticheria anni 50/60. Certo i mezzi sono quello che sono, e il risultato è una robetta vivace e divertente, e niente di più: più che voglia di riascoltarlo (ben poca) questo disco fa venire voglia di live, per fare caciara cantando tutti insieme i ritornelli, anche quelli più bruttarelli – e ce ne sono, su tutti la qualunquista “Via dal mondo”: “Celerini ma che fate per le strade, quelli da pestare sono al quirinale e a Montecitorio”, ma alla fine canteremo anche questo wannabe inno grillino, tanto saremo sicuramente ubriachi.

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La recensione Decadendo (su un materasso sporco) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-06-17 00:00:00

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