15/07/2013

Lucentezza, aria, aperture sonore e mentali, spazi illimitati dai confini impalpabili. Questo ep sembra muoversi liberamente senza dover segnare una meta precisa, basta pure girare intorno, a un’idea, a un modo di porsi, all’alt-rock, in particolare quello made in U.S.A.. Quattro tracce spinte, avanti tutta e premere sull’acceleratore senza voltarsi, con le chitarre sempre distorte e la voce sempre pulita: bella e trascinante “On Your Lips”, parte tanto nineties ma non disdegna cesure oscure, piccolissime, quasi che una leggerissima folata di new wave venisse a bussare alla porta e riuscisse ad affacciarsi soltanto, lo senti in certi giri di basso, nella batteria che scivola in controtempo dritta per la sua strada, per poi tornare a rockeggiare a suono pieno; poi la cover di “Florence” dei Be Forest dove l’incanto etereo cede al sound west coast, la pausa morbida di “Sunday” perché quando è domenica si sa che l’atmosfera si fa più rilassata, e mi sento come andare in gita, e mi sento come quando il sole è a picco. “Loneliness” è tiratissima, una chiusura dove è inutile che respiri, non ci riesci, e per me, il pezzo più convincente.

Registrato da Andrea Sologni nel suo Igloo Audio Factory, questo lavoro disorienta un po’: la copertina, il nome della band, il titolo, tutto lascia pensare ad altra musica, e in più la scheda dell’ep indica come genere shoegaze, poi parte il player e rimani spiazzato, ma i brani funzionano, soprattutto quando si esagera, quando si spinge, e questo mi fa pensare che i Dawn to the Clouds rendano molto di più dal vivo. Comunque, “Loneliness” is the way: quella è la via da seguire perché il prossimo disco sia una bomba.

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La recensione Dawn To The Clouds - Recensione - Far EP di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

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