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RECENSIONE
11/06/2013

Bisognerebbe spendere tante parole per raccontare il percorso artistico di Marcello Cunsolo, un artista che con i Flor (nome abbreviato da Flor de Mal dopo un contenzioso con i quasi omonimi Le Fleurs de Mal) lasciò un solco indelebile nella scena italiana. Era il tempo in cui Francesco Virlinzi e altri attori minori - ma non per questo meno importanti - tentavano di dare una forma a quella scena musicale che gravitava intorno alla città di Catania. E per i Flor le soddisfazioni non furono di poco conto, se si considera che fra i credits del loro secondo disco (sui 3 realizzati in totale) compaiono musicisti del calibro di Peter Buck e Natalie Merchant. Non solo: ebbero la fortuna e l'opportunità di aprire il concerto catanese dei R.E.M. nel tour del 1995 in cui Stipe e soci si portavano dietro quei Radiohead che di lì a poco si sarebbero chiusi in studio per registare "Ok computer".

Tanto vi basti per inquadrare la vicenda artistica di Marcello con la sua band, dissoltasi purtroppo di lì a poco. E, lo confesso, avevo anche perso le speranze di risentire un giorno la sua voce e la sua musica, che riappaiono invece in questo 2013 facendo ripartire il carillon di ricordi come se nulla fosse successo. “Lieve” ci mostra un artista ancora in formissima che sembra non aver perso minimamente lo smalto, con quello spirito da “hungry heart” che caratterizza da sempre la sua scrittura. E non a caso si riparte con "Tempo perduto", vera e propria dichiarazione d'intenti ("Riprendiamoci il tempo perduto e ripensiamo i pensieri sprecati / ecco indietro i vostri denari, non serviranno a farci tornare") in cui Marcello si toglie qualche sassolino dalla scarpa, probabilmente anche nei confronti del destino ("Io non ho bisogno di niente, io non ho paura di niente"). Si continua con "Come stai", l'altra faccia della medaglia rispetto alla traccia che apre il disco, una canzone in cui il tono introspettivo la fa da padrone, quasi come un autoscatto ("È da un sacco di tempo che non ti vedo / Hai poggiato al tuo fianco le ali non le vuoi più / Preferisci sederti o morire anche adesso"). Anche musicalmente "Lieve" è una certezza: ritrovete quello stile tipico dei Flor ancora intatto, con l'unica differenza che le canzoni qui sono arrangiate principalmente per voce (quella voce!) e chitarra, a tratti un'armonica ("Ancora un po'"), che arrivano dritte allo stomaco con un'intensità incredibile; ciò a dimostrazione del fatto che il talento di Marcello non è minimanente sfiorito in questi anni di assenza dalle scene, quasi che il tempo trascorso sia stato in fondo l'alleato migliore (non ci sorprenderebbe se la cover di "Time is on my side" fosse inclusa qui dentro).

Adesso si tratta solo di reimmergersi completamente in quest'opera, a prescindere che scegliate di optare per l'ascolto in vinile o su supporto digitale. Marcello se lo merita… ma anche noi ci meritiamo di godere di questo ritorno.

Tracklist

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Commenti (2)
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  • sanmar 07/10/2013 ore 10:37

    Sono un catanese che ha amato i Flor nei loro anni migliori...ma sinceramente la recensione (album del giorno!?) mi sembra eccessivamente positiva. Marcello sembra solo un pallido ricordo...e gli arrangiamenti suonano stantii :-( Speriamo riesca a fare di meglio con la band...

    > rispondi a @sanmar
  • Faustiko Murizzi 07/10/2013 ore 15:17

    sanmar Secondo me ci sta se invece vedi questo disco proprio nell'ottica dell'opera solista - e anche rispetto al titolo che gli ha dato. adesso aspettiamo al varco i Flor De Mal veri e propri...

    > rispondi a @faustiko
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