31/12/2002

Se per chiudere il 2002 era necessario trovare un disco pregevole, “Troncomorto” dei veneti Red Worms’ Farm arriva nel momento giusto. Consegnato brevi manu allo stand di Rockit dell’ultimo M.E.I., questo lavoro ha bisogno di un discreto numero di ascolti per essere metabolizzato. Non mi si fraintenda però: il trio non ha perso un pizzico dell’istintività che lo caratterizza dalle origini, ma anzi ha affinato le lame per ‘ferire’ anche i padiglioni auricolari meno malleabili.

Quindi sempre il solito hard-core, quello della scuola migliore (Dischord in primis), ma tutt’altro che derivativo e/o approssimativo. I Red Worms’ Farm, invece, formalizzano uno stile, che è quello che li caratterizza - soprattutto dal vivo - rendendolo inconfondibile e a tratti incommensurabile col resto del mondo. Un po’ come dire che hanno definitivamente spiccato il volo, liberandosi da tutti gli schemi che - e questo è il loro pregio - mai avevano abbracciato in toto, per riuscire poi un giorno a diventare grandi.

Il risultato di questo processo sono le 9 tracce di “Troncomorto” (parola che tra l’altro ricorre ossessivamente durante i loro concerti), album in cui i Nostri, prima di tutto, trovano la chiave per rendere fedelmente le atmosfere sature dei loro show. In più, scrivono grandi canzoni e hanno il dono della sintesi, qualità che manca ormai a più del 90% delle band nazionali. Come se non bastasse, la resa sonora è eccellente, forse grazie anche all’esperto Giulio Favero, chitarrista di One Dimensional Man e ormai produttore dal tocco speciale.

Adesso non vi rimane altro che passare all’azione e godere di questa mezz’ora di musica: la apprezzerete in pieno solo col reiterarsi degli ascolti, ma ci sono validi motivi affinché ciò avvenga.

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La recensione Red Worms' Farm - Recensione - Troncomorto di Faustiko Murizzi è apparsa su Rockit.it il 20/08/2019

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